Continua il progetto musicale di 5 giovani salentini che fondono musica elettronica ai luoghi storici del Salento, per raggiungere nuove vette sensoriali.

Music Platform - TagPress.it

Il team di Music Platform, da sinistra Tommaso Assalve, Francesco Schito, Salvatore Perfetto, Daniele Marzano, Diego Caroppo

Cosa ci succederebbe se passeggiando sotto al faro della Palascìa, al posto dei tamburelli e delle pizziche, ascoltassimo dei brani di musica elettronica? Ci sentiremmo sempre a casa, nel Salento? O inizieremmo un nuovo viaggio? è quello che si sono chiesti 5 giovani salentini ed hanno trovato una risposta nella sperimentazione e nella creazione del progetto Music Platform, con cui vari artisti della scena musicale dance ed elettronica nazionale ed internazionale vengono ospitati in luoghi di pregio per effettuare performance musicali. Ne parliamo con Daniele Marzano, deus ex machina di Music Platform

D: Ciao Daniele, vorrei iniziare con una domanda semplice, ma dalla risposta complessa: cos’è Music Platform?

R: Ciao Fabrizio, hai ragione la domanda è semplice ma la risposta è complessa. Per me ed i ragazzi che fanno parte del progetto, Music Platform è un vero e proprio viaggio culturale nella storia, nella natura, nell’anima. Vogliamo mettere sotto i riflettori luoghi storici e beni culturali del territorio nazionale e non, attraverso la realizzazione di video musicali a puntate sul web, focalizzando l’attenzione sugli spazi e gli ambienti.

D: Come si è concretizzato il vostro progetto? Cosa vi ha spinto a scegliere i vostri elementi?

R: Ci siamo focalizzati su un obiettivo primario: valorizzare, tutelare e far conoscere il territorio. Siamo partiti dalla nostra terra: il Salento. Perchè il Salento non è lo sballo di cui parlano i giornali ed il vero divertimento è quello che ti lascia qualcosa dentro, un’esperienza, una conoscenza maggiore.

Il Salento è cultura, è il barocco, le chiese ed i palazzi dei nostri centri storici, le masserie disperse in campagna, tutti luoghi da valorizzare e da far conoscere. La nostra musica ci è sembrata il canale ideale con cui indirizzare un target multi generazionale verso la nostra cultura tradizionale. Da qui è nata l idea di creare la nostra “piattaforma musicale”.

D: Parli di spazi, ambiente e territorio. Parli di musica e di quello che sapete fare meglio, ma il vostro è prettamente un background elettronico. Normalmente calcate le piste delle discoteche e dei festival underground. Cosa significa suonare musica elettronica in un convento del 1400?

R: Significa essere se stessi, immergersi nella location in cui ci si trova e creare un viaggio all’altezza della struttura esterna. Il dj non ha un pubblico di fronte, è solo, a pieno contatto con gli ambienti. Le selezioni musicali devono raccontare, entusiasmare, far riflettere e sottolineare il connubio indissolubile tra musica e
territorio.

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Chi è l'Autore

Fabrizio Puce

Sono un (nonpiù) giovane appassionato di tecnologia, informatica, elettronica e di tutto ciò che può essere interpretato in logica booleana. Curo per TagPress la rubrica TechTips e scrivo articoli di cronaca e attualità. Collaboro con WebSec.it dove curo articoli tecnici e guide.

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