Con un filmato il gruppo consiliare di Poggiardo “La Città di Tutti” contesta nuovamente il progetto di riqualificazione di via Unità d’Italia e il mancato coinvolgimento della popolazione da parte della maggioranza

E’ il progetto di riqualificazione di via Unità d’Italia uno degli argomenti che più di altri, almeno negli ultimi mesi, tiene banco nelle discussioni all’interno del Consiglio comunale di Poggiardo. I lavori sono stati appaltati, ma l’opposizione consiliare continua a contestare il progetto, così come aveva già fatto lo scorso giugno, quando lo avevano definito come l’Autostrada del Salsicciotto.

Il gruppo “La Città di Tutti” ha così deciso di realizzare un video all’interno del quale viene descritto il progetto e illustrate le ragioni perché quell’opera non dovrebbe essere eseguita. Oronzo Borgia (capogruppo), Giuseppe Cianci, Antonella Cotrino e Antonella Carluccio sono i protagonisti del filmato, nonché i rappresentanti del gruppo in Consiglio comunale.

La necessità di intervenire su via Unità d’Italia, che collega Vaste e Poggiardo, deriva dalle pessime condizioni del suo manto stradale, che negli anni è stato pericolosamente sollevato dai pini secolari che costeggiano la strada. I lavori prevedono la realizzazione di una “mega autostrada di soli 200-250 metri”, come è stata definita da Oronzo Borgia, che si restringe alle sue due estremità, corrispondenti ai pressi della scuola elementare di Poggiardo e delle prime case popolari all’ingresso di Vaste. Il risultato finale consisterà in una nuova strada a tre corsie più una quarta adibita a parcheggio; la recinzione perimetrale verrà spostata all’interno di circa 30 metri (vicino alla cosiddetta zona Fanghi), mentre il marciapiede sul quale si trovano i pini verrà allargato di 10 metri.

Nel progetto, inoltre, secondo quanto affermato dall’opposizione, è anche inserita la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra via Unità d’Italia e via Siciliani, con le estremità nei pressi del supermercato e del largo piscina. La sua costruzione non è prevista in questa fase, ma sarebbe di fatto già approvata.

Altro aspetto preso in considerazione dall’opposizione è quello economico: 200mila euro per l’esproprio dell’area, 335mila euro per la realizzazione della nuova via Unità d’Italia e 45mila euro per la condotta delle acque fluviali. “Questo progetto -spiega Giuseppe Cianci– rappresenta una colata di cemento in un’area verde che potrebbe diventare un parco attrezzato accanto alla bellissima Villa Episcopo”, mentre Antonella Carluccio sottolinea come “è necessario ripristinare la sicurezza di via Unità d’Italia, ma le ingenti somme del progetto potrebbero servire per risistemare le altre strade dissestate del territorio, essere investite nell’efficientamento energetico o utilizzate per ridurre finalmente le tasse comunali”.

L’opposizione non contesta, però, solo il progetto in sé, ma anche il modus operandi della maggioranza: “Preoccupati delle conseguenze economiche ed ambientali del progetto -spiega Antonella Cotrino- avevamo avviato una raccolta firme per fermare il progetto. Successivamente, con la delibera di giunta n. 123 del 21 luglio 2016 la maggioranza dichiarava di prendere del tempo per riflettere sull’opportunità di proseguire il progetto, tenendo conto delle opinioni in merito dei cittadini e aprendo con gli stessi un dialogo. Per questo motivo abbiamo interrotto la raccolta firme, ma la maggioranza non ha mai avuto nessun confronto con la popolazione”.

Lo stesso concetto è stato ripreso anche da Oronzo Borgia che ha inoltre affermato che “il progetto definitivo, pur prevedendo una variante a quello precedente, è stato approvato con una semplice determina dell’Ufficio Tecnico Comunale, la numero 65/1180 del 9 dicembre 2016, senza passare dal Consiglio comunale per la sua approvazione definitiva. La maggioranza ha agito in maniera veloce. Perché tanta fretta? Forse per una futura lottizzazione? E perché non è stata coinvolta la popolazione? Molto probabilmente perché aveva timone di un ‘no’ ad un’opera inutile, dannosa e costosa. Il nostro obiettivo è quello di garantire trasparenza ai cittadini e il loro diritto di essere a conoscenza di tutte le decisioni che, oltre a impattare sull’ambiente e il territorio, impattano anche sulle nostre tasche”.

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Chi è l'Autore

Alessandro Chizzini

Nato a Milano il 27 settembre 1981, è laureato in Scienze della comunicazione e Scritture giornalistiche e multimedialità. Dal 2008 scrive per la testata Belpaese. E' iscritto all'Albo dei Pubblicisti per l'Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 26 marzo 2012. Si occupa principalmente di politica locale, attualità, sport.

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