Il movimento No TAP abbraccia ora le province di Lecce e Brindisi. Si rafforza il fronte del NO. Ora saranno 8 i Comuni direttamente interessati dal doppio gasdotto TAP Interconnessione SNAM.

Gasdotto TAP e Interconnessione SNAM, due facce della stessa medaglia. Otto chilometri di percorso su terra ferma sul territorio di Melendugno il primo; circa 55 chilometri di percorso il secondo in otto Comuni tra provincia di Brindisi e Lecce.

Non ci può essere l’uno senza l’altro. Il gasdotto TAP approderà a Melendugno, ma per poter funzionare avrà bisogno di collegarsi alla rete nazionale SNAM, il cui terminale si trova nel territorio di Mesagne, in provincia di Brindisi.

Per collegare TAP a questo terminale sarà necessaria la costruzione di un ulteriore gasdotto di Interconnessione e sarà l’azienda pubblica SNAM a doverla realizzare, sopportandone anche i relativi costi.

Le due opere rappresentano il frazionamento di un’opera, con due distinte procedure di valutazione di impatto ambientale, due soggetti, uno privato e uno pubblico (TAP e SNAM), competenti e responsabili ognuno per la propria frazione di progetto.

Questo frazionamento non è privo di conseguenze. Ha impedito di avere una valutazione unitaria dell’impatto ambientale e una effettiva comparazione tra le varie proposte di approdo, come ha rilevato recentemente la Regione Puglia. Le scelte relative al gasdotto TAP vanno a ricadere su quelle riguardanti l’Interconnessione SNAM.

La scelta di far approdare un gasdotto a San Foca condiziona le caratteristiche del percorso (soprattutto la lunghezza) del gasdotto di Interconnessione.
Sarebbe stato più corretto – secondo i tecnici della Regione – valutare i due progetti unitariamente, per poter valutare l’effettivo e complessivo impatto ambientale che si avrebbe su tutto il territorio interessato.

C’è poi una considerazione legata alle risorse pubbliche. TAP e sui “sponsor” hanno sempre sostenuto che quest’opera sarebbe stata finanziata solo con investimenti privati e che quindi sarebbe stata a costo zero. In realtà, quand’anche le opere fossero state realizzate esclusivamente con denari privati, ci sono risorse pubbliche che inevitabilmente devono essere spese in tutto il percorso che va dall’esame del progetto fino alla sua realizzazione: comitati di studio, impiego di mezzi e risorse umane, personale dei Vigili del fuoco, delle forze dell’ordine di altre autorità pubbliche, ecc… In secondo luogo TAP ha chiesto il finanziamento alle banche pubbliche europee BERS e BEI.

Ma non è solo questo il punto. SNAM, ente pubblico che detiene il 20% delle azioni, della società TAP, dovrà realizzare – come dicevamo – l’Interconnessione Melendugno – Mesagne.

Ad un risparmio di costi per TAP può corrispondere un aggravio per SNAM e quindi per le casse pubbliche. Pertanto la scelta di un percorso piuttosto che un altro, non solo può comportare un diverso impatto ambientale complessivo, ma può anche incidere (e non di poco) sui costi pubblici.

Movimento No TAP, da Melendugno a Brindisi: “Implicazioni che vanno ben al di là del territorio della provincia di Lecce”

Ad ogni modo il fronte del NO (diversamente da quello del “NI”, portato avanti da Emiliano e Salvemini) [continua a pagina 2]

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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