Si avvicina il giorno delle elezioni politiche. Facciamo un veloce riepilogo su legge elettorale, modalità di voto e candidati.

Si svolgeranno domenica 4 marzo 2018 le elezioni per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. I seggi saranno aperti dalle 7:00 alle 23:00. Potranno votare per la Camera tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni, mentre per il Senato sarà necessario aver compiuto 25 anni. Ci si dovrà recare al proprio seggio muniti di un documento di identità valido e della tessera elettorale.

Legge elettorale e modalità di voto

Il sistema elettorale con cui si andrà alle urne è un sistema elettorale misto a separazione completa. Per entrambe le Camere:

  • il 37% dei seggi è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato;
  • il 61% dei seggi sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati;
  • il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

Le schede riportano in primo piano i nomi dei candidati nel collegio uninominale in cui ricade il territorio dell’elettore e i simboli delle liste collegate, ciascuno munito dell’elenco dei relativi candidati nel relativo collegio plurinominale.

Si potrà esprimere il proprio voto in tre modi differenti:

  • tracciando un segno sul simbolo di una lista: in questo caso il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista sostiene;
  • tracciando un segno sul simbolo di una lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa sostenuto: il risultato è uguale a quello descritto sopra; non è però ammesso, pena l’annullamento della scheda, il voto disgiunto: l’elettore non potrà quindi votare contemporaneamente per un candidato di un collegio e, nel proporzionale, per una lista a lui non collegata;
  • tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista): in questo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo sostiene; se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione), il voto in questione viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel singolo collegio in questione.

 

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Chi è l'Autore

Alberto Pizzolante

Ho 20 anni, sono un appassionato di politica, musica e arte in genere. Studio filosofia presso l'università "Vita-Salute" San Raffaele di Milano.

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