Il centrosinistra analizza la pesante sconfitta elettorale. Per Bellanova bisogna rilfettere e non scambiare i partiti per possedimenti personali. Salvatore Capone apprezza il lavoro fatto dal Partito Democratico negli ultimi anni e invita a ripartire dai temi della crescita e dell’inclusione.

Per il Partito Democratico è il momento di analizzare la pesante sconfitta subita alle elezioni del 4 marzo. Il partito ha ottenuto il 18,7% dei voti, il risultato più basso di sempre. Ieri, il segretario Matteo Renzi ha annunciato la decisione di dimettersi dopo l’insediamento del nuovo governo.

Teresa Bellanova, Viceministro allo sviluppo economico e candidata al Senato nel Collegio uninominale Puglia 06/Nardò, invita il Partito Democratico, a livello nazionale e locale, ad una profonda riflessione. “Gli elettori hanno sempre ragione – scrive Bellanova sul proprio profilo Facebook- quando si vince e quando si perde. In questi anni e nelle condizioni date, noi non ci siamo risparmiati e il nostro lavoro di ogni giorno lo dimostra. Dobbiamo riflettere su quello che la qualità politica della nostra azione, pur producendo risultati importantissimi, non è riuscita a trasmettere e mi auguro che l’analisi del voto al nostro interno colga la complessità del dato piuttosto che trasformarsi in una notte dei lunghi coltelli per riposizionamenti che, allo stato dei fatti, sarebbero incomprensibili oltre che risibili.

Allo stesso tempo mi auguro che, qualunque sia la forza politica o coalizione chiamata a formare il nuovo governo, si sappiano smettere i toni da campagna elettorale per assumere quelli di classe dirigente chiamata a risolvere i problemi del Paese senza smantellare, voglio sperare, i risultati raggiunti. L’ingovernabilità, in tutti i sensi, è un rischio enorme che non possiamo permetterci. La viceministro fa riferimento ad un clima abbastanza teso all’interno del PD pugliese: “Molti di noi in Puglia – scrive Teresa Bellanova – hanno avuto di fronte non solo i naturali avversari politici ma anche, a volte soprattutto, esponenti del proprio partito. Il che non solo non ha aiutato per niente il nostro lavoro danneggiandolo ma ha disorientato pesantemente il nostro elettorato. La stessa classe dirigente, a pochi giorni dal voto, invece di sostenere il Pd auspicava che a rappresentare il Salento e la Puglia in Senato fosse il candidato di Leu.

Nonostante questo – conlcude la Viceministro – il nostro dato nel Collegio Nardò-Casarano è in linea con quello nazionale il che, considerata la condizione più complessiva, già appare un risultato importante mentre è evidente che alla nostra sinistra non avanza alcunché di messianico premiato dall’elettorato. In queste ore ascolto dichiarazioni farneticanti di chi continua a non avere idea su cosa sia una comunità politica scambiando i partiti per possedimenti personali. A questi esponenti regionali io chiedo serietà, responsabilità, decenza. Lo faccio anche a nome dei tantissimi militanti, compagni e compagne, amici e amiche, che con generosità si sono spesi ogni oltre ogni limite e che oggi non meritano di essere svillaneggiati in questo modo.”

Salvatore Capone, già eletto deputato nel 2013, candidato alla Camera del CSX alle ultime elezioni nel Collegio uninominale Puglia 07/Lecce, auspica l’apertura di una nuova fase per il PD. “La più grande forza riformista europea – scrive l’onorevole sul proprio profilo Facebook – esce da queste elezioni politiche sconfitta pur rimanendo intatta la forte idealità del progetto che ci ha visti impegnati in questi anni. Da qui dobbiamo essere capaci di ripartire, come forza organizzata e come comunità politica. Il lavoro svolto in questi anni al Governo e in Parlamento è stato determinante per restituire al Paese e al Mezzogiorno un orizzonte certo con un’agenda politica che ha messo al centro due parole chiave che di certo da oggi non divengono meno determinanti: crescita e inclusione. Un lavoro che non può essere rinnegato né tanto meno disconosciuto o sminuito. Anche sapendo che molte delle cose messe in campo cominceranno a dare buoni risultati da qui a breve e che molto resta ancora da fare.

Non essere riusciti a trovare le parole più giuste per parlare con il Paese e con pezzi della società civile coinvolgendoli a pieno nel disegno di riforma, che per noi significava e significa soprattutto protezione sociale e welfare di prossimità per sconfiggere rancore e populismi, non toglie nulla alla giustezza dell’azione, mentre obbliga tutti noi a trovare e rafforzare i luoghi del confronto e della relazione politica. Al di là anche di eventuali rivolgimenti di leadership che dovessero verificarsi, è importante che proprio questo elemento venga assunto dalla nostra comunità politica.

In queste settimane una intera comunità politica ha lavorato con generosità e abnegazione, e in particolare insieme a me, nonostante le oggettive difficoltà del contesto più complessivo e il fatto non indifferente di avere come avversari uomini e donne di cui ancora oggi non si conoscono né volti né idee e con cui non è stato possibile confrontarsi. Ringrazio di cuore tutti coloro che con me hanno condiviso queste settimane di impegno e di militanza. Un impegno e una militanza oggi quanto mai preziosi, la leva con cui riannodare il senso del nostro essere e fare politica”.

Anche gli esponenti del centrodestra e del M5S hanno commentato, sui propri profili Facebook, i risultati elettorali. Per Luigi Vitali, il risultato elettorale segna il cambio di equilibri e di leadership all’interno del centrodestra..  Per Diego De Lorenzis del M5S il risultato è ottimo, ma il percorso culturale è ancora molto lungo

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Chi è l'Autore

Alberto Pizzolante

Ho 20 anni, sono un appassionato di politica, musica e arte in genere. Studio filosofia presso l'università "Vita-Salute" San Raffaele di Milano.

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