Denunciano un calo con punte del 30%, “sintomo di un “modello Gallipoli” che si è affermato senza dare i frutti sperati e che quindi andrebbe rivisto fin da subito, in previsione dell’estate 2018.”

Ogni estate il la città di Gallipoli è probabilmente quella che fa più discutere tra tutte le località della provincia di Lecce. Rappresenta la meta più gettonata dai turisti, soprattutto quelli più giovani, ma il notevole aumento dei flussi registrato negli ultimi anni sta provocando non pochi problemi, nonché malcontenti e polemiche relativamente al caos e alle situazioni di degrado che si verificano nel periodo di punta.

La situazione di certo non è facile. Il turismo è una grande risorsa economica per la città bella, ma allo stato attuale non sembra essere sfruttata in maniera sostenibile.

A generare polemiche sono gli stessi cittadini, ma anche altri salentini che amano Gallipoli e si indignano per quello che questa città è costretta a subire. Nei giorni scorsi si è perfino “autodenunciato” il socio di minoranza di una nota discoteca del posto, riferendo che il proprio locale (come anche altre discoteche di Gallipoli) non rispetterebbe le norme di sicurezza, in particolar modo quelle relative alla capienza massima.

Al diffuso malcontento si aggiunge ora anche quello manifestato dall’associazione commercianti e imprenditori della città ionica, che lamenta un calo degli introiti “del 15% / 20% e in alcuni casi picchi del 30%” tra le attività cittadine.

“Sono numeri troppo importanti – affermano – per non essere degni di un’attenta analisi. E’ opinione diffusa, tra tutti gli associati, aver affrontato questa stagione estiva con impreparazione rispetto allo scorso anno, quando c’è stato il delicato passaggio tra il commissariamento e l’attuale amministrazione comunale. Questo calo, a nostro avviso, è il sintomo di un “modello Gallipoli” che si è affermato senza dare i frutti sperati e che quindi andrebbe rivisto fin da subito, in previsione dell’estate 2018.”

“In alcuni casi questo “modello Gallipoli” – proseguono – si è rilevato solo un danno d’immagine per molti, favorendo solo pochi. L’equilibrio economico di Gallipoli (se mai ne avessimo raggiunto uno) è a rischio. Ciò che è da scongiurare fin da subito è l’innesco di una spirale negativa che potrebbe mettere in evidenza il lassismo di dovrebbe scongiurare o almeno arginare il verificarsi delle problematiche sempre ricorrenti e scoraggiare gli investimenti, gli imprenditori e le imprese per una generale incertezza del futuro.”

Passano quindi a formulare una proposta. “Le principali criticità (e il conseguente danno d’immagine) – precisano – hanno riguardato l’area della litoranea. Riteniamo che proprio lì sia necessario intervenire in maniera forte dal punto di vista della sicurezza e del decoro. E non come il primo atto di questa amministrazione che ha ampliato l’orario per la filodiffusione di due ore rispetto alle precedenti norme (Noi dinanzi a questa decisione facemmo ricorso al TAR).”

“Ci chiediamo come mai a Gallipoli, meta regina dell’estate, non si trovino le risorse economiche necessarie – concludono – per finanziare eventi e manifestazioni pubbliche anche appartenenti alla sfera delle tradizioni locali.

Perchè Gallipoli, comune capofila dell’industria turistica del Salento, non può permettersi di ospitare tali eventi a differenza di altri centri anche più piccoli? Se ci sono le risorse finanziarie perché non vengono utilizzate?”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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