Continua la polemica intorno alla Giornata della Memoria delle Vittime meridionali dell’Unità d’Italia. M5S: “Le censure ricordano periodi fin troppo bui della nostra storia”.

La Regione Puglia, nello scorso luglio, ha istituito la Giornata della Memoria delle Vittime meridionali dell’Unità d’Italia, scelta come data per la commemorazione il 13 febbraio, anniversario della fine dell’assedio di Gaeta (avvenuto nel 1861).

L’iniziativa ha ricevuto un consenso trasversale ed ampio in Consiglio regionale e si allinea con una nuova coscienza della storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, dovuta all’emergere di documenti storici che portano a rileggere i fatti sotto una luce diversa.

Questa scelta però è stata, però, fortemente osteggiata da più parti. Si può comprendere come la questione sia molto divisiva, pur essendo accaduta nel diciannovesimo secolo, poiché va ad intaccare gli stessi fondamenti della storia d’Italia e della nazione italiana può portare al ribaltamento della reputazione di alcuni personaggi storici i cui nomi sono sulle principali strade e piazze d’Italia, oggi considerati eroi ma che potrebbero passare ad essere considerati criminali di guerra.

Riccardo Galli, su Blitzquotdiano, definisce “sudiste” le vittime di quella carneficina e parla di “delirio storico e vergogna politica”, frutto di “ignoranza storica” e finalizzata a ottenere qualche voto in più. Alessandro Laterza, su Corriere, parla di disinformazione e accosta la “giornata della memoria sudista” (così definita in senso dispregiativo) al revisionismo storico di tipo fascista promosso da alcuni politici in anni recenti. L’istituzione Giornata Memoria vittime Unità d’Italia, secondo Laterza, criminalizza la fondazione della nostra nazione. Altri giornalisti gli fanno eco, parlando di ricerca del consenso, neoborbonismo, populismo, parola quest’ultima molto in voga di questi tempi.

Eppure leggere e rileggere i fatti storici, verificare e raccontare quello che effettivamente accadde durante il Risorgimento, da cui il sud uscì con le ossa rotte, depredato, impoverito, arretrato e messo in mano alle mafie, farebbe bene a tutti, senza aver paura di perdere le fondamenta della nazione e senza ricorrere a inutili campanilismi. Non è nascondendo la storia e dando vita ad una nuova forma di negazionismo che si difende la nazione.

Alle critiche verso l’iniziativa della Regione Puglia ed in particolare ad una petizione lanciata per abolire questa appena nata giornata commemotrativa, ha replicato il Movimento 5 Stelle pugliese.

“Abbiamo seguito con immenso interesse – si legge in una nota stampa – gli interventi di questo mese sulla “Giornata della memoria per le vittime meridionali dell’Unità d’Italia”. Un dibattito quasi sempre corretto nei toni nonostante i punti di vista divergenti. Tuttavia oggi dispiace dover leggere in una nota ufficiale dei promotori di una petizione contro questa Giornata, frasi fuorvianti come “a cura di movimenti neoborbonici appoggiati dal Movimento 5 Stelle” pronunciate dagli stessi che hanno organizzato una conferenza stampa chiedendo, giustamente, che non si facesse un uso strumentale della storia.”

“L’impegno contenuto nella nostra mozione – prosegue – era già inserito nel programma elettorale M5S delle elezioni regionali 2015, che è stato supportato da oltre 310.000 persone; la stessa mozione è stata poi appoggiata da quasi tutto il Consiglio Regionale e non solo dal M5S, ed aveva ed ha ancora come principale obiettivo l’apertura di un dibattito su un argomento al quale fino ad oggi nessuno aveva dato spazio e nel quale ognuno è libero di dare il proprio contributo. E l’obiettivo è stato certamente raggiunto.

“Vorremmo dunque invitare tutti, soprattutto coloro che hanno compiti pedagogici nei confronti delle future generazioni, a non temere il dialogo ed il confronto che sono il sale della democrazia; le censure, quelle sí, ricordano davvero periodi fin troppo bui della nostra storia. È una problematica – spiegano i pentastellati – che riscontriamo purtroppo su tutta una serie di argomenti: è come se in Italia esistesse un gruppo di detentori di verità assolute che non solo non intendono mettere in discussione alcune tematiche, il che sarebbe anche legittimo, ma pretendono che non se ne parli neppure.

A questo punto si rivolgono direttamente agli oppositori della giornata commemorativa:

“Credete fosse davvero questa quella democrazia per la quale i nostri antenati, di cui parlate in convegni e nelle vostre aule universitarie, si sono battuti?”

“In ultimo non si può non notare – concludono – come sia un po’ imbarazzante la richiesta di finanziamenti al presidente della Regione perpetrata da una parte di questa scarna élite contraria a questa Giornata della Memoria. Dunque l’alternativa a una Giornata della Memoria a costo zero che vuole dare dignità a tutte le voci sarebbe la richiesta di finanziamento di una visione unilaterale del racconto storico con i soldi di tutti?

D’altro canto desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro, giornalisti, professionisti, docenti e semplici cittadini che si stanno interessando e che stanno intervenendo, contribuendo a dare finalmente il giusto spazio ad un dibattito talmente importante e delicato.”

A rileggere con spirito critico la storia della Questione meridionale e del Risorgimento non sono stati un manipolo di politici mossi dall’intento di ridare lustro a qualche ideologia politica, ma persone dal grosso spessore culturale a cui di certo non si può rimproverare di non conoscere la storia. Vogliamo ricordare anche la nostra conterranea Rina Durante, scrittrice e giornalista scomparsa nel 2004, che ha avuto il merito di aver recuperato testimonianze storiche delle tradizioni salentine, del Tarantismo, della cultura locale, dei disagi sociali delle classi e degli individui più poveri.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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