Il consigliere commenta le dichiarazioni del sindaco sulla rimozione del filobus: “Salvemini non ha idee e progetti concreti per la post dismissione”.

Quella del filobus di Lecce è una telenovela infinita. Il sindaco Salvemini vuole dismettere l’opera, ma ma non ha idee e progetti concreti per la post dismissione“. Questo il commento del consigliere del M5S in consiglio regionale, Antonio Trevisi, alle dichiarazioni del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, che in una conferenza ha illustrato l’esito dell’incontro a Roma con il ministro Delrio sulla rimozione definitiva dell’infrastruttura.

L’amministrazione Poli Bortone ha realizzato un’opera tanto brutta quanto inutile – afferma Trevisi – e oggi apprendiamo che per la sua dismissione bisogna aspettare il 2035, anno in cui si estinguerà il mutuo acceso dal Ministero dei Trasporti per la realizzazione dell’infrastruttura. Il filobus a Lecce ha gravato e continuerà a gravare sulle tasche dei cittadini senza aver portato alcun beneficio alla mobilità cittadina.

È vero che le strade del capoluogo di provincia non sono così larghe da poter permettere lo scorrimento veloce di mezzi alternativi all’auto – prosegue in consigliere – ma Salvemini a tutt’oggi non ha individuato soluzioni alternative per collegare il centro storico alle periferie, alle marine e all’ecotekne. I mezzi pubblici ci sono, ma non sono né sufficienti né funzionali per soddisfare il numero di cittadini che si spostano dalla provincia a Lecce per motivi di studio e di lavoro” .

Alla critica, Trevisi affianca la proposta di un progetto di “smart mobility“, basato sulla collaborazione attiva di cittadini, Municipio e azienda di trasporto pubblico locale. “In questo modo – spiega il consigliere del Movimento Cinque Stelle – sarebbe possibile dar vita a una piattaforma digital o social attraverso la quale interagire e lavorare in modalità crow.

Il progetto proposto dal consigliere prevede la creazione di una sistema di prenotazione e pagamento universale online per salire su automobili condivise, piccoli autobus e biciclette. Un progetto di mobilità collaborativa che potrebbe contribuire alla diminuzione dei mezzi presenti in città e, allo stesso tempo, una riduzione dei tempi di attesa da parte dell’utenza. Un vantaggio doppio che, però, richiede un forte impegno. Il progetto è già fase di sviluppo in varie città europee. L’Italia è ancora molti passi indietro e fondamentale è un intervento legislativo in materia di regolamentazione e tassazione del servizio.

Un’altra soluzione per ridurre l’assurdo sperpero di denaro pubblico – continua il pentastellato – potrebbe essere quella di mantenere una linea del filobus che vada dalla stazione al campus universitario dell’ecotekne e che sia ad alta frequenza negli orari di punta in modo da recuperare in parte mezzi e materiali già pagati dai cittadini leccesi per un collegamento efficace tra città e polo universitarie extraurbano.

Questo significherebbe smantellare il filobus nella zona ad anello che circonda il centro storico, che è quella di maggior valore architettonico, per potenziare un collegamento che oggi è necessario poiché la presenza di auto nel campus è veramente eccessiva. Purtroppo – conclude Trevisi – quella che poteva essere una soluzione alternativa all’auto si è trasformata negli anni in un affare per pochi con il risultato che quest’opera ormai rappresenta una delle pagine più brutte della politica leccese“.

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Chi è l'Autore

Alberto Pizzolante

Ho 20 anni, sono un appassionato di politica, musica e arte in genere. Studio filosofia presso l'università "Vita-Salute" San Raffaele di Milano.

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