Quasi a sorpresa riprende espianto ulivi area cantiere TAP. Nuove adesioni politiche alla protesta. Fratelli D’Italia denuncia copertura propri manifesti No TAP.

Sono riprese stamattina le operazioni di espianto da parte di TAP, prima dell’alba, quando ancora le lancette non segnavano le 5. La fine della tregua era attesa per lunedì, secondo le dichiarazioni della società, anche se fin da subito è stato osservato all’interno del movimento No TAP che in realtà gli espianti avrebbero potuto riprendere ben prima. E così è stato.

La sospensione delle operazioni, secondo fonti ufficiali, sarebbe avvenuta a causa dell’impossibilità per le Forze dell’ordine di garantire il servizio, per mancanza di personale disponibile.

Il presidio è rimasto in piedi giorno e notte, nonostante la tregua, e i No TAP non si sono fatti cogliere impreparati. Già da ieri era nell’aria che oggi sarebbero riprese le operazioni. Prosegue quindi la lotta pacifica, anche se la protesta si è spostato presso la Masseria del Capitano, dove è previsto il trasferimento degli alberi espiantati.

Intanto si espande il numero dei sostenitori, tra cittadini, artisti, organizzazioni, trovando anche sostegno politico.

Le sezioni provinciale e regionale di Fratelli d’Italia hanno preso posizione netta posizione di contrarietà a TAP ed hanno fatto affiggere dei manifesti per palesare la loro posizione.
Proprio in merito a ciò, il movimento politico denuncia un episodio compiuto da anonimi, che hanno parzialmente coperto alcuni manifesti affissi a Melpignano con la scritta “ANTIFA” (che starebbe per antifascista).

antifa - manifesti no tap fratelli d'italia“Quello che è accaduto a Melpignano è un vergognoso atto di vigliaccheria”, dichiara il portavoce provinciale, il quale ha rivendicato il diritto e il dovere di opporsi a TAP ed ha invitato all’unità.

“Quei manifesti – prosegue – sono una dichiarazione d’amore per la nostra terra, il frutto di un percorso di presa di posizione chiaro, onesto, leale. Hanno una firma, un volto, quello di tutti noi. Quello di uomini e donne, quello di ragazzi e ragazze, che non vogliono arrendersi alla svendita, alla violenza inutile, allo stupro della nostra terra.
Non posso nemmeno immaginare che chi lo ha fatto condivide con noi la stessa battaglia, è improbabile.

Probabilmente è una bambinata, più probabilmente è il tentativo disperato di qualcuno – continua – che vuole scatenare lotte interne ad un fronte, invece, compattissimo, costituito da una nutritissima fetta di popolo salentino, di tutti i colori politici. Da questi gesti c’è bisogno che si prendano le distanze senza esitazione.

Vorremmo che tutti i partiti che, come noi, sono liberi e credono che il domani del Salento non debba prevedere in alcun modo scempi dannosi ed inutili come la TAP, si espongano. Così come fanno le istituzioni di tutte le estrazioni politiche. Così come fanno tanti artisti e tante associazioni.

Difendere il nostro meraviglioso Salento – conclude – è un obbligo morale di tutti. Abbiamo il dovere, forse anche prima della volontà, di farlo. Per noi e per le generazioni future. Solamente uniti possiamo vincere. 

Il Senatore Dario Stefàno, presidente de La Puglia in Più, invita la politica a trovare un punto di mediazione, alla luce dei tafferugli dei giorni scorsi, con la Polizia che ha caricato cittadini, donne, anziani, ragazzi, rappresentanti istituzionali. “Fa troppo male l’ingigantirsi della crisi nei rapporti tra i diversi livelli istituzionali – dichiara Stefàno – e tra le comunità e le istituzioni: sono conflitti che portano solo sofferenza e sconfitta. La politica è tutt’ora chiamata ad uno sforzo affinché si trovi lo spazio di una mediazione, che io credo ancora possibile”.

“Siamo di fronte ad una grave spaccatura, ad un ennesimo drammatico scontro, questa volta tra un interesse “dichiarato” nazionale e le legittime ambizioni dei territori, che vogliono legittimamente contribuire a decidere del loro futuro. La politica – afferma il Senatore otrantino – è chiamata ad uno sforzo per trovare lo spazio di una mediazione, affinché non si consolidi un cortocircuito tra le istituzioni, una divisione così profonda tra le diverse forze democratiche. E non si alimenti un conflitto così forte, nel quale si criminalizzano da una parte la legittima rappresentanza civica, dall’altra le Forze dell’Ordine, chiamate a svolgere una funzione di ordine pubblico”.

“Non è mai troppo tardi – conclude Stefàno – per riconoscere anche le ragioni altrui. Ragioni che chi è chiamato a ruoli, non solo di rappresentanza politica ma anche di responsabilità di governo, ha l’obbligo di riconoscere per riportare la questione sul terreno di un tavolo di concertazione. E non in un pericoloso braccio di ferro nella terra arsa di quei 230 ulivi, diventati l’emblema di una protesta non contro un espianto temporaneo ma contro l’approdo a terra di un impianto oggettivamente poco compatibile con la vocazione di quel territorio”.

Decisamente più netta è la posizione del Partito Comunista Puglia e del Fronte della Gioventù Comunista Puglia, che in un comunicato congiunto dichiarano condannano l’operato della Polizia e considerano inutile il gasdotto TAP.

“Riteniamo inaccettabile la violenza usata nei giorni scorsi contro i manifestanti anti TAP – si legge nel comunicato – ed è inaccettabile che lo Stato tuteli con un ingente numero di agenti di pubblica sicurezza gli interessi privati di imprese multinazionali ed i loro intenti speculativi.”

Gli attivisti affermano che sia infondato ritenere possibile fin da subito la rinuncia alle energie non rinnovabili, ma aggiungendo che “lo Stato ha l’onere di finanziare e indirizzare la ricerca scientifica allo scopo di agevolare sia la transizione energetica verso energie a basso impatto ambientale, che garantire l’autosufficienza del nostro Paese dai monopoli stranieri”.

Condividono l’esigenza di “diversificare” le fonti di approvvigionamento energetico, ma oltre a condannare le “politiche estere estremamente aggressive a carattere economico, militare e paramilitare dell’Unione Europea contro coloro che non sono in linea con i programmi imperialisti dell’alleanza euro-atlantica”, sostengono l’inutilità del TAP, in quanto “il gas che vogliono importare è quasi finito, il costo stimato per la costruzione totale della TAP (la quota per l’Italia non è ancora definita) è di 45 miliardi, buona parte del gas non andrà in Italia ma nella UE, l’Italia è “in eccesso” di gas.”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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