Il Ministro cade dalle nuvole: “Non sapevo delle sue azioni in Finpar, deve cederle”. Dopo 5 anni con TAP e una vita per il gas, Somma si occuperà di gasdotti sedendo dall’altra parte del tavolo.

Lo scorso 15 settembre il Ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, ha nominato a Capo di gabinetto del suo Ministero il professor Ernesto Somma, suscitando forti polemiche, soprattutto all’interno del movimento No TAP.

Somma, infatti, si è già occupato del gasdotto TAP quando era funzionario della Regione, nell’ambito della promozione dei progetti italo-albanesi. Successivamente è passato a lavorare proprio per il consorzio svizzero, con l’incarico di “di lavorare a stretto contatto con le autorità locali in Puglia e rafforzare la visibilità del progetto TAP”. E’ stato considerato in questo periodo come il numero due della multinazionale.

Ora, al vertice del Ministero dello Sviluppo economico, si occuperà tra le altre cose ancora del gasdotto TAP e soprattutto dell’Interconnessione SNAM – TAP, che dovrà collegare il PRT di Melendugno con il terminale SNAM di Mesagne, percorrendo 55 chilometri. Questo progetto, che è complementare e necessario a TAP,  ha già ottenuto la valutazione di impatto ambientale (VIA) positiva e attende il rilascio dell’autorizzazione unica da parte proprio del Ministero di cui Somma è Capo di Gabinetto.

Si è parlato subito di conflitto di interessi e diciassette parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato, il 12 ottobre scorso, un’interrogazione parlamentare all’indirizzo di Calenda, ricordando che Somma ha speso una vita per il gas.

In particolare, “nel corso della XVI Legislatura, in qualità di dirigente generale presso il Dipartimento per gli affari regionali, il professor Somma – scrivono i 5 Stelle, guidati dal Senatore Gianni Girotto ha curato la scrittura della riforma dei servizi pubblici locali, della riforma del mercato della distribuzione del gas e la redazione della legge delega sul federalismo fiscale e dei successivi decreti legislativi di attuazione.”

ernesto somma

Ernesto Somma

Inoltre, “ha ricoperto numerosi incarichi nell’ambito delle attività industriali relative al settore dell’energia degli idrocarburi”, oltre che con TAP, ha ricoperto: carica di consigliere della Erogasmet SpA, società attiva dal 21 giugno 2004 che opera in attività distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte; incarico di consigliere della Veneta Gas SpA, società che operava nell’ambito della distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte dal 22 dicembre 2015 fino al 14 aprile 2017, data in cui la società è stata incorporata nella Erogasmet SpA; amministratore unico di Tecnopolis parco scientifico e tecnologico (Tecnopolis PST scarl).

I pentastellati puntano l’attenzione anche su “una serie di relazioni e di intrecci societari e familiari tra il professor Somma e numerose società che ruotano intorno alla società Tecnoparco Valbasento SpA”, di cui si sono occupati diversi organi di stampa a carattere nazionale e la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali.

Tecnoparco Valbasento SpA è una società con sede a Pisticci (Matera), che svolge principalmente attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e recupero dei materiali.

Il suo capitale è detenuto da Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Matera, Ecomediterranea Srl, Finpar SpA e altre società partecipate. Nella Finpar SPA compaiono tra gli azionisti SOMMA Francesco, SOMMA Ernesto, e SOMMA Faustino, i quali complessivamente controllano circa l’8% della società. Non si tratta di omonimie. Francesco e Faustino sono fratelli di Ernesto e sono anche amministratori della Impes Service, società che ha partecipato alla realizzazione del Centro Oli Val d’Agri (COVA), di prorpietà dell’ENI.

C’è poi il quarto fratello, Michele Somma, amministratore delegato di Teconoparco Valbasento SpA, della quale – come ricordato – è azionista anche l’azienda di famiglia Finpar SpA.

L’inchiesta della Procura di Potenza sul Centro Oli Val d’Agri (COVA) e le accuse di conflitto di interessi a Somma

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

1 commento

  1. flagellino on

    questo articolo è di alto livello ma dovreste pubblicizzarlo di più, se si va a vedere meglio gli intrecci nonchè i precedenti di questa famigliola sono pure da mettere in evidenza, i ruoli nel consorzio industriale di potenza ad esempio, i parenti inquisiti, la prossimità coi notabili della politica locale, l’eredità paterna, le società decotte.

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