Ospite del Circolo ARCI Lecce, in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, Massimo D’Alema è stato duramente contestato. Impedito l’accesso anche tesserati ARCI. Cariche della Poliza per allontanare i contestatori.

Della lunga carriera politica di Massimo D’Alema, dagli anni della FIGC ad oggi, si può raccontare tanto. Personaggio discusso e controverso, carismatico, regista di operazioni politiche interne alla sinistra e trasversali, secondo molti.

Di certo è un abile politico, capace di cavalcare le onde più impervie e di rimanere sempre in superficie.

Nel ‘94 diede al suo rivale Silvio Berlusconi offrì “garanzia piena” che non gli sarebbero state toccate le televisioni. Lo ha ricordato Luciano Violante in un suo storico quanto incredibile intervento alla Camera durante il secondo Governo Berlusconi, nel 2003, ricordando un incontro privato avvenuto a casa di Gianni Letta, alla presenza degli stessi D’Alema, Violante, Berlusconi e Letta, aggiungendo che Berlusconi aveva poco da lamentarsi, visto che il centrosinistra, quando era al governo, non aveva fatto una legge del conflitto di interessi e avesse dichiarato eleggibile il cavaliere nonostante le concessioni governative. Come dire, “tutto al servizio dei vostri interessi, cavaliere.”

Fu con l’istituzione della Commissione bilaterale per la riforma costituzionale, frutto di un accordo politico tra D’Alema e Berlusconi, nel 1997, che iniziò a parlarsi di “inciucio”, termine che il centrosinistra non si è più scrollato di dosso nei rapporti con il centrodestra.

Ieri sera, il “leader Massimo” italiano, è stato ospite al circolo ARCI di Lecce, in un incontro organizzato dalla presidente del circolo Anna Caputo, per parlare della Rivoluzione d’Ottobre, che in questo mese ha compiuto un secolo.

Fuori a contestarlo c’erano diverse decine di persone, tra attivisti, simpatizzanti di sinistra, tesserati ARCI e un gruppo di No TAP.
A fare da cordone e impedire che i contestatori si avvicinassero c’erano decine di agenti della Polizia in assetto antisommossa. L’accesso è stato impedito anche a diverse persone munite di tessera ARCI, che rivendicavano il diritto di entrare, in quanto iscritti.
Ma non c’è stato nulla da fare, il dissenso doveva restare fuori. Le proteste hanno quindi preso di mira anche gli organizzatori.

Ma nell’era dei social, anche la contestazione può riuscire a far passare il proprio messaggio, ancor più delle parole del protagonista ufficiale.
E così i contestatori hanno fatto girare le immagini di quanto accadeva fuori dal circolo.

Muniti di megafono hanno fatto sentire la loro voce, rimproverano prima di tutto a D’Alema di non essere nelle condizioni di dire qualcosa di sinistra, né tanto meno di parlare di Rivoluzione d’Ottobre, dal momento durante le legislature guidate dalla sua maggioranza, sono state adottate delle decisioni che si porrebbero in antitesi con quello con il pensiero di sinistra.

In particolare contestano alla sua maggioranza (1996-2001) di aver avviato un processo di smantellamento dello stato sociale, in particolare con l’approvazione del Pacchetto Treu (riforma del lavoro), che ha introdotto il lavoro interinale; di essersi piegata agli interessi delle multinazionali e del capitalismo; di aver promosso opere inutili e dannosse; di aver approvato la legge Turco-Napitolitano, che prevede l’utilizzo dei Centri di Permanenza Temporanea (CPT) per i profughi, considerati dai contestatori come dei “lager”; di aver appoggiato la repressione in stile “fascista” delle manifestazioni.

I No TAP, in particolare, contestano a D’Alema di essere stato l’“artefice del gasdotto TAP”. D’altro canto, avrebbe avuto un ruolo determinante nella vicenda del gasdotto TAP tal De Santis, politico sfuggevole, considerato il braccio economico di D’Alema.

Ad un certo punto, verso la fine dell’incontro, sono intervenute della cariche della Polizia, che ha cercato di allontanare i contestatori.

“L’evento di questa sera è da considerarsi, drammaticamente e ancora una volta, la celebrazione del funerale della democrazia”, scrivono in una nota i No TAP. “Sì, perché nel corso della serata, organizzata dalla signora Anna Caputo – proseguono – della sede territoriale Arci di Lecce, che avrebbe dovuto onorare il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, è stato impedito -con grande dispiegamento di forze dell’ordine in assetto antisommossa- l’ingresso ad una delegazione di attivisti del Movimento No Tap. Attivisti che, senza alcuna belligerante intenzione – aggiungono – avevano solo in progetto la lettura di un breve comunicato redatto per l’occasione. Non è stata fornita alcuna spiegazione a questa antidemocratica decisione che ha impedito la partecipazione non solo ai “pericolosi” No Tap ma, addirittura, a regolari iscritti Arci.

Trattati come pericolosi guerriglieri ci si è trovati di fronte a un dispiegamento di forze sproporzionato rispetto alla presenza di quella che in una parola si può semplicemente definire: cittadinanza attiva.

Non importa più che l’ospite d’onore, chiamato dagli organizzatori a celebrare un così importante evento, fosse Massimo D’Alema, e altrettanto poco importa ormai – concludono – chi e quanti fossero i partecipanti ad una serata che ha visto palesarsi un siffatto spregio dei diritti civili di ogni, pacifico, cittadino. L’elemento squalificante di questa brutta pagina di democrazia brutalizzata è che, quando a colpirti a tradimento è il cosiddetto “Fuoco Amico”, l’indignazione è inversamente proporzionale alla fiducia in questo tipo di organizzazioni.

“Arci da sessantanni sempre aperti” recita, comicamente, la presentazione di questa associazione: Beh, questa sera, invece, avete chiuso!”

La presenza di D’Alema a Lecce, ieri, è apparso come l’anticipazione della campagna elettorale. E’ trapelato infatti che, D’Alema si candiderà in Puglia alle prossime elezioni politiche, con la lista Articolo 1 – MdP. Ha fatto degli interventi, come si attendeva, anche sulle tematiche più discusse in questo periodo, criticando anche alcune decisioni degli ultimi due governi, e parlato dei suoi avversari “interni” (tra cui Emiliano) e delle possibili alleanze.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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