Le due bambine sono state sottratte alla famiglia poiché i genitori avevano scelto per loro la dieta vegana e l’istruzione domestica. Ridate ai genitori dopo le analisi, ora è in corso la battaglia legale.

bambini homeschoolingIl 28/10/15 il Tribunale dei Minori di Ancona, mediante decreto urgente immediatamente esecutivo, ha sospeso la responsabilità genitoriale di una coppia del capoluogo marchigiano, disponendo l’affido delle loro figlie minorenni ai servizi sociali, nominando un tutore legale e collocandole presso i nonni.

Le “colpe” dei genitori sarebbero consistite nell’aver scelto l’alimentazione vegana per le loro figlie, nonché aver preferito – come garantito dalle leggi e dalla Costituzione – di praticare l’istruzione domestica (“home schooling”), ritirandole da scuola e rifiutando di far loro sostenere l’esame di valutazione a fine anno.
La miccia è stata innescata dal dirigente scolastico che, non accettando il rifiuto argomentato dei genitori delle bambine a sostenere un esame annuale di accertamento, si è rivolto ai servizi sociali, e questi al Tribunale.
I servizi sociali, dopo aver appreso che la madre della bambine aveva da pochi mesi scelto la dieta fruttariana, e che le bambine si alimentavano secondo una dieta vegana, hanno chiesto l’intervento del Tribunale, ritenendo che le minori fossero esposte a un grave pregiudizio.

I genitori sono stati invitati a colloquio presso i servizi sociali con le figlie e durante l’incontro è stato loro comunicato che per ordine del Tribunale dei Minori le bambine non sarebbero tornate a casa, ma sarebbero andate a stare con i nonni e la loro educazione sarebbe stata gestita dai servizi sociali.
Nel giro di un paio di settimane le bambine erano già state riavviate a scuola coattivamente e gli esami medici, altrettanto coattivi, avevano dimostrato che godevano di ottima salute.

Carlo Prisco avvocato divulgatore veganoCarlo Prisco, avvocato della famiglia, attivista vegano, autore de Il diritto al vegetarismo e Il dovere del vegetarismo, dottore di ricerca in Filosofia del Diritto e assistente alla facoltà di Giurisprudenza della Statale, divulgatore in materie di diritto, etica, animalismo, vegetarismo ed ecologia, ha presentato ai Giudici l’assoluta infondatezza delle preoccupazioni alimentari, sottolineando come queste dovrebbero essere rivolte semmai ai minori “accaniti consumatori di merendine e cibi animali” e che “soltanto a causa di un pregiudizio diffuso si può ritenere che l’alimentazione vegana rappresenti un rischio per adulti o bambini“.
Il Tribunale, di fronte all’evidenza dei dati clinici, ha disposto la fine del collocamento presso i nonni, consentendo alle minori di tornare a casa dai loro genitori, dopo un mese di doloroso distacco.
In questo momento la battaglia legale procede, per rimuovere i limiti della potestà dei genitori e la figura del tutore, che – nonostante il ritorno a scuola e la prova scientifica dei benefici dell’alimentazione – inspiegabilmente persistono.
Precedenti analoghi, in Italia (e non solo) si erano già verificati, e le lacune nella materia avevano provocato effetti ancor più devastanti, come quello che nel 2001 aveva visto l’allontanamento della figlia vegetariana dai genitori per oltre un anno, e con l’obbligo di un’alimentazione onnivora.

vegetali orto veganLa storia sta cambiando e così la nostra consapevolezza alimentare, ma non abbastanza in fretta, se ancora oggi è possibile che accada tutto ciò e che genitori informati e amorevoli siano assoggettati a misure di eccezionale gravità e a onerosi procedimenti, senza alcuna prova o indizio che le loro scelte siano dannose – commenta l’avvocato Prisco – Oggi è intenzione dei miei assistiti ottenere giustizia, anche rispetto al grave danno già patito nel lungo distacco dalle loro figlie, ma soprattutto per vedersi riconosciuto il diritto a educarle ai loro valori e principi

Come già successo in passato, ad esempio con la vicenda della sospensione dall’Ordine del dottor Paolo Rege-Gianas, non si può fare a meno di chiedersi quale sia il ruolo delle istituzioni e il valore delle Leggi che dovrebbero tutelare i cittadini. Se una famiglia esercita le proprie scelte in conformità alle disposizioni legislative, così come sono la scelta di un’alimentazione vegana e dell’home schooling, garantendo ai propri figli un’istruzione e una salute perfetta, con quali diritti può un’istituzione allontanare gli stessi dalla famiglia di origine? Davvero qualcuno può pensare di offrire a questi minori una vita migliore allontanandoli dal nucleo e sconvolgendo la loro educazione? Quali sono i presupposti giuridici, medici e psico-pedagogici su cui si basano questi provvedimenti?

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Chi è l'Autore

Ludovica Carmen Sophia Orlando

Classe 1991. Amo gli animali e la natura, i manga e i videogiochi. La mia più grande passione è il rock. Sono vegana e impegnata nella divulgazione. Scrivo soprattutto di cultura e attualità. Studio scienze psicologiche e ho un'agenzia di comunicazione integrata, ErisCom.

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