La sensazionale scoperta ad opera degli archeologi guidati dal prof. D’Andria; e dopo l’altare e il busto di Minerva, ora si punta al tempio vero e proprio

La leggenda era diventata storia nel luglio del 2015, quando il ritrovamento del busto della dea Minerva diede la conferma che la rocca con il tempio dedicato alla divinità greca descritto da Virgilio nell’Eneide coincide con Castro. Una storia che oggi si arricchisce di un altro preziosissimo tassello: i lavori di scavo eseguiti dall’equipe di archeologi guidati dal professore Francesco D’Andria hanno portato, o meglio, riportato alla luce l’altare del tempio di Minerva.

Dal punto di vista storico, archeologico e culturale si tratta di una scoperta importantissima, perché rappresenta il primo altare monumentale di stile greco ritrovato in Puglia (i più vicini si trovano a Metaponto, provincia di Matera). La struttura si presenta come una serie di blocchi lunga 6 metri e larga 2,5; è qui che venivano offerti i sacrifici a Minerva. Gli scavi sono ripartiti alcune settimane fa dopo aver ricevuto l’autorizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e hanno consentito anche il ritrovamento di numerosi altri reperti, soprattutto di uso rituale, come contenitori utilizzati per le libagioni, ossa di animali e altri oggetti.

La squadra del professore D’Andria si trova ora di fronte ad un’altra sfida, forse la più importante: ritrovati la statua della dea Minerva e l’altare, ora si punta all’individuazione del tempio. Secondo D’Andria si trova sotto il manto stradale e un terreno agricolo adiacente di proprietà privata, anche perché è lì che si trova il resto dell’altare, del quale finora ne è stato scavato solo una parte. Un’area di circa 300 metri quadrati la cui disponibilità allo scavo è subordinata al suo acquisto o esproprio.

In questo senso, una ottima opportunità può essere rappresentata dai bandi Poin della Regione rivolti proprio alle attività archeologiche, mentre l’attuale campagna di scavi è stata finanziata dal Comune di Castro e da Francesco Lazzari, figlio di Antonio Lazzari, il geologo al quale è intitolato il museo archeologico con sede nel castello di piazza Perotti e dove è custodita, tra l’altro, il busto della dea Minerva.

La leggenda di Enea e del tempio di Atena pian piano sta emergendo e la storia di Castro, e forse anche del Salento, si sta ricostruendo pezzo dopo pezzo, scavo dopo scavo. Non si esclude che si possa ritrovare la testa della dea e altri elementi che raccontano una storia finora rimasta celata dall’età moderna. E il prossimo passo potrebbe davvero cambiare la storia di una località e di un intero territorio.

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Chi è l'Autore

Alessandro Chizzini

Nato a Milano il 27 settembre 1981, è laureato in Scienze della comunicazione e Scritture giornalistiche e multimedialità. Dal 2008 scrive per la testata Belpaese. E' iscritto all'Albo dei Pubblicisti per l'Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 26 marzo 2012. Si occupa principalmente di politica locale, attualità, sport.

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