Il professor Eugenio Imbriani, antropologo, lascia la Fondazione Notte della Taranta a causa di un video promozionale che ridurrebbe il significato del tarantismo, lasciando in penombra anni di studi in merito.

Un fenomeno culturale di cui si sono interessati i grandi studiosi, come Ernesto de Martino, George Lapassade, Pietro Fumarola, Sergio Torsello e lo stesso Eugenio Imbriani che ieri ha espresso su Facebook la sua indignazione per il video promozionale della Notte della Taranta, pubblicato il 7 agosto sul canale ufficiale del festival, che recita: “La Taranta non è il ballo. La Taranta non è la musica. La Taranta è il ragno“.

Scrive il professore sulla sua pagina: “Ti cadono le braccia, all’indirizzo qui sotto c’è il video di presentazione della Notte della Taranta 2015: il reale responsabile del tarantismo è il morso di un ragno; malgrado tutto il lavoro che è stato fatto siamo regrediti a questo, a cinquant’anni dalla morte di de Martino e a quattro mesi da quella di Sergio Torsello. Io non c’entro con questo tipo di discorsi, né voglio entrarci. Buon lavoro a chi resta. Io mi chiamo fuori. Lascio la Fondazione. Eugenio Imbriani

Sullo stesso social network, si scusa, invece, Federico Capone, esperto di tradizioni popolari, sentitosi responsabile delle dimissioni dell’antropologo: “Caro professore Eugenio, se sono stato involontario motivo delle tue dimissioni me ne dispiace e mi cospargo il capo di cenere. Mi rendo conto che con le tue dimissioni dal Comitato scientifico, la Notte della Taranta può chiudere battenti. Me ne dispiace ancora.”

Nel video, Capone, dice così: “Secondo la tradizione, chi veniva morso dalla tarantola, per curarsi e per guarire, doveva danzare, di modo che sudando potesse espellere il veleno dal corpo. Questa è la musicoterapia nel rito del tarantisimo.

Nella seconda parte del video, Antonio Durante, del Museo di Storia Naturale del Salento, spiega, invece, che spesso il morso erroneamente attribuito alla tarantola era invece quello della vedova nera, che essendo indolore, a differenza di quello dell’aracnide più quotato, non veniva tenuto in considerazione, benché carico di veleno.

In fondo, le dichiarazioni degli esperti nel video, sembrano ridurre tutto il fenomeno del tarantismo al morso di un ragno, la taranta, o forse la vedova nera, mentre, invece, oggi si ritiene che la tarantola sia solo la personificazione dell’oppressione sociale a carico delle donne, un fenomeno importantissimo fino al secolo scorso, sommata ad una certa componente di frustrazione sessuale (“…ca pizzichi le caruse ammenzu ll’anche“), introdotta dal filone freudiano, e forse anche ai problemi e alle carenze alimentari come ipotizzato da De Martino, tesi che si rifanno alle baccanti punte dall’oistros della Grecia Preclassica e le loro folli danze.

Sarà stato per una di queste dichiarazioni o forse anche un po’ per la piega molto discussa che la Notte della Taranta ha preso nel corso delle ultime edizioni (ne parliamo in questo articolo Notte della Taranta: valorizzazione culturale o aberrazione?), sarà che Taranta è solo un ragno, intanto Eugenio Imbriani si dimette e la Fondazione perde un altro elemento fondamentale.

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Chi è l'Autore

Ludovica Carmen Sophia Orlando

Classe 1991. Amo gli animali e la natura, i manga e i videogiochi. La mia più grande passione è il rock. Sono vegana e impegnata nella divulgazione. Scrivo soprattutto di cultura e attualità. Studio scienze psicologiche e ho un'agenzia di comunicazione integrata, ErisCom.

2 commenti

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    Manco Licani on

    Bastava Piero Angela, non c’era bisogno di uno spot per spiegare che la taranta è un ragno…
    Ma per favore…. sembrano tanti dilettanti allo sbaraglio…. E poi quant’è costato fare questo spot ridicolo?
    E quanto ha preso Ligabue per fare (male) quattro canzoni???

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