Scade il 22 aprile la campagna di “crowdfunding” per la realizzazione dell’evento contro TAP a San Foca. Il Movimento chiede la collaborazione della cittadinanza.

Un concertone, un evento artistico all’insegna dell’opposizione al progetto TAP e agli altri progetti di gasdotto, sul lungomare di San Foca in occasione della festa del 1 maggio. E’ quanto si è proposto di realizzare il Movimento No TAP, da un’idea lanciata da So What Festival, a cui hanno aderito Fuck Normality Festival, SEI – Sud Est Indipendente Festival, CoolClub.it, Molly Arts Live, TTevents e Babelsound.

All’appello hanno risposto “presente” tantissimi artisti e operatori del mondo dello spettacolo e dell’organizzazione eventi. Ma realizzare un evento simile richiede molte risorse, umane e finanziarie. Coloro che hanno dato la propria disponibilità, offriranno il proprio contributo gratuitamente, ma questo non basta ad annullare le spese.

Per questo gli organizzatori hanno avviato una raccolta fondi, attraverso la piattaforma di “crowdfunding” “Produzioni dal basso”, attraverso la quale chiunque può fornire il proprio piccolo o grande contributo per la causa.
C’è tempo fino al 22 aprile per donare e per far sì che questo evento possa essere realizzato.

Per questo gli organizzatori chiedono ai cittadini di fare un ultimo sforzo e sostenere l’iniziativa.

“Lanciamo questa campagna di raccolta fondi – con scadenza 22 aprile – per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione dell’evento. La raccolta fondi è gestita, nella massima trasparenza, dal Presidio NO TAP – scrivono gli organizzatori – e da tutte le organizzazioni che si sono messe a disposizione; sin da ora ribadiamo che qualsiasi somma eccedente verrà consegnata dal Coordinamento 1 maggio al Presidio per sostenere eventuali spese legali o per qualsiasi altra necessità.

Di qui l’appello ai cittadini:

“Chiediamo ad ognuno di voi, a tutte le realtà che hanno sottoscritto l’appello di contribuire – secondo le proprie possibilità – a questa grande giornata di festa.
I tempi sono stretti e vi chiediamo di reagire subito, le organizzazioni e il presidio sono già al lavoro.

Il palco del 1 maggio non si presterà a strumentalizzazioni politiche e saremo uniti nel dire: “NO TAP né qui né altrove!”

”L’affare TAP – commentano – è una speculazione finanziaria mascherata da opera utile. E i costi sono enormi: 10.000 alberi da eradicare, ettari di scavi e demolizioni, una serie di impianti industriali installati in zone rurali, costi enormi per i cittadini: un processo irreversibile per il territorio. Tutto ciò nella cornice di un conflitto tra Istituzioni: da una parte la speculazione di TAP, multinazionale con sede in Svizzera, sostenuta del Governo centrale tramite il diktat dell’UE; dall’altra il Governo Regionale, i Comuni e le popolazioni locali. Giustificare nuovi investimenti all’estero per estrarre petrolio e gas o nuove infrastrutture in Italia per garantire che petrolio e gas possano “alimentare il mercato europeo” è ipocrita e mette in secondo piano i diritti delle comunità che vivono dove le risorse sono estratte e dove le mega opere dovrebbero essere costruite.

ulivi riportati nel cantiere tapVa precisato che gli alberi di ulivo che ricadono sul percorso del gasdotto TAP e della sua opera complementare, l’Interconnessione SNAM, non dovrebbero essere abbattuti, ma estirpati e ripiantumati temporaneamente in un’area di stoccaggio, per poi essere ripiantati nella sede originaria a lavori ultimati. Tuttavia va considerato che gli alberi che dovessero risultare positivi alla xylella (anche asintomatici) dovranno essere abbattuti e l’Interconnessione SNAM passa per i focolai di xylella.

Inoltre gli ulivi negativi al batterio sarebbero comunque sottoposti a stress, che li renderebbe maggiormente esposti all’azione dei patogeni e dei parassiti, in un’area già martoriata dal fenomeno del CoDiRO, che parte del mondo scientifico tende ad attribuire proprio allo stato di debilitazione di cui soffrono gli ulivi, che li rende particolarmente vulnerabili.
Quindi, sicuramente migliaia di ulivi verranno espiantati, ma non si sa quanti resteranno vivi al momento di tornare a casa.

Il Movimento TAP prende, inoltre, le distanze dall’idea di Michele Emiliano di organizzare, attraverso la Fondazione Notte della Taranta, un secondo evento No TAP (o sarebbe il caso di dire “Ni TAP”) per il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione.

Si tratta di un’idea partorita dal Governatore, che ha sempre sostenuto la strategicità del gasdotto TAP e di altri gasdotti in Puglia, ma che si è speso negli ultimi due anni (più tramite dichiarazioni che tramite atti concreti) per far spostare l’approdo di TAP da San Foca ad una costa più a nord (prima Brindisi, poi Casalabate) senza cavare un buco dal ragno.

E’ chiaro che la posizione di Emiliano, oltre a fare figli e figliastri, è inconciliabile con le ragioni della protesta.
Inoltre, un evento nato su queste premesse avrebbe un chiara connotazione partitica e va ricordato che il Comitato No TAP era entrato in polemica con la Fondazione, in quanto durante le passate edizioni de La Notte della Taranta su alcuni argomenti, tra cui il gasdotto TAP, sarebbe stato imposto un tabù.

“C’è solo un grande concertone No TAP, ed è quello del Primo maggio a San Foca. Nato in maniera spontanea, dal basso, costruito orizzontalmente anche con gli artisti che gratuitamente parteciperanno alla stessa organizzazione, tutti lavoreremo per gridare forte NO TAP NÉ QUI NÉ ALTROVE”, affermano i No TAP.

“Il nostro sarà un Primo Maggio apartitico, un Primo Maggio del popolo. A nessun politico, se non i sindaci schierati apertamente verso un No Incondizionato – dichiarano – e che da sempre si battono contro questa opera Imposta, Inutile e Dannosa ovunque venga realizzata, sarà concesso di parlare da quel palco. Nessuno avrà modo di sfruttare quel momento per fini politici o per una “lavata di faccia” dell’ultimo minuto.”

“Per questo ci domandiamo: CHE SENSO HA UN ALTRO CONCERTO? Concerto che ci sembra molto ambiguo nella sua ideazione, nella sua formula e nella sua proposta.
Chi lo ha lanciato, Michele Emiliano, ha da sempre considerato il TAP strategico. Strategico – spiegano – nonostante le inchieste di Report e dell’Espresso, strategico nonostante le forzature nell’iter e la violenza messa in campo sia dalla multinazionale (avviando i lavori senza le necessarie autorizzazioni e abbandonando in seguito gli ulivi espiantati), sia dallo stato, che per difendere una multinazionale non si è preoccupato di manganellare cittadini e sindaci. Chi ha lanciato l’idea “dell’altro concerto” è lo stesso che non ha avuto il coraggio di ritirare la fantomatica autorizzazione fitosanitaria ed è sempre lo stesso che ha presentato la sospensiva al Tar solo dopo le nostre insistenze. E ancora, è lo stesso che punta al vertice del suo partito (le cui primarie saranno il 30 aprile, dopo soli 5 giorni dal concerto), partito che è tra gli sponsor principali del gasdotto. Per lui l’opera è strategica ed il miglior modo per ottenerla è dividere le popolazioni tra leccesi e brindisini tra leccesi e tarantini, ed ora anche otrantini.”

Il Movimento ribadisce il suo NO secco, per nessun ipotetico approdo. “Per noi Brindisi e Taranto vanno riqualificate – affermano – non dotate di un nuovo mostro inutile, raccontando balle sulle eventuali riconversioni che servono solo a dare false speranze, a far perdere energie nelle discussioni, ma soprattutto servono alla multinazionale per andare avanti indisturbata. Ed ora si aggiungono anche le notizie sul Poseidon ad Otranto: molti dicono, meglio un gasdotto che due, noi diciamo meglio nessuno, e lotteremo al fianco degli Otrantini se il Poseidon dovesse materializzarsi. A NOI NON PIACCIONO I “SONO CONTRARIO MA”.”

Emanuele Licci - Canzoniere Grecanico Salentino

Emanuele Licci

Infine la stoccata contro la Fondazione Notte della Taranta. “Che dire poi della Fondazione che si occuperà di portare gli artisti “sull’altro palco”? Che dire di chi in sei anni non ci ha mai invitato a parlare in quella “Notte” che ha tanta risonanza mediatica? Non pochi artisti hanno subìto una vera e propria censura nell’esternare la propria contrarietà a Tap.

Alcuni hanno avuto l’ardire di sventolare una bandiera NO TAP e per questo sono stati sentiti dalla Digos, altri hanno scritto NO TAP con un pennarello su un braccio o su una maglietta ed anche loro sono stati richiamati dagli organizzatori. Che dire poi delle esternazioni di uno dei fondatori di quella “Notte” tanto famosa nel mondo? Che dire di chi afferma che quel concerto non può esprimere un NO netto perché quella fondazione è di tutti, facendo intendere in quel “TUTTI” anche i favorevoli a TAP.

Ci chiediamo che senso abbia, se non quello di interesse e opportunità politica, “quell’altro concerto”, che non si oppone a Tap ma solo al suo approdo a San Foca.

“NOI NON VOGLIAMO “L’ALTRO CONCERTO”, per il quale è stata scelta una data, il 25 aprile, dal valore fondamentale: la liberazione della nostra gente dal nazifascismo, la liberazione dalla violenza, dai soprusi e dalla repressione. Una data che parla di libertà e di rispetto dei diritti umani, per i quali noi tutti, oggi ci stiamo battendo. Ognuno ci sta rimettendo qualcosa, ma lottando tutti insieme – concludono – ci pesa di meno e il desiderio di giustizia e di “liberazione” ci fa andare avanti.
È ora che i proponenti di “quell’altro concerto” facciano un passo indietro, che chi tira le fila di quella Fondazione faccia un mea culpa per il passato. C’è bisogno di chiarezza sulle posizioni e di unità, non di mille concerti che portino acqua ai mulini dei diversi partiti.”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online. Gestico e curo, inoltre, il sito www.italianiamalta.net

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