La società denuncia atti vandalici nella notte e una presunta sassaiola, smentita dal Comitato No TAP. Trevisi attacca la Regione: “TAR Lazio conferma le enormi responsabilità della Regione Puglia”.

Era attesa per oggi la ripresa delle operazioni di espianto dei 12 ulivi rimasti nell’area di cantiere (oltre ai 16 alberi monumentali, per i quali si attende il parere della Commissione regionale), dopo la pronuncia favorevole a TAP emessa ieri dal TAR Lazio, ma per il momento è tutto fermo a San Basilio, dove non mancano, nonostante il freddo di questi giorni, i manifestanti che si oppongono all’opera.

La società TAP denuncia il ripetersi di atti vandalici che sarebbero stati compiuti nella notte, in maniera indisturbata, nonostante la presenza della vigilanza privata.

“Durante la notte sono ripresi i lanci di pietre – si legge in una nota stampa – contro le guardie giurate che presidiano il cantiere Tap a San Basilio di Melendugno. Sono stati divelti altri pannelli in orsogrill della recinzione ed erette barricate lungo le strade di accesso. La zona è al momento raggiungibile solo a piedi.”

Il Comitato No TAP, però, smentisce le sassaiole. “È stato diffuso da TAP un comunicato – dichiara – in cui si denunciano sassaiole. Ci risulta falso, come il raid segnalato la notte di pasqua”.

Intanto continua a parlarsi della sentenza di ieri, peraltro già anticipata, con interessate precisione, da alcuni organi di stampa. Secondo il Consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi, la decisione del TAR evidenzia le pesanti responsabilità della Regione Puglia nella vicenda TAP.

“La sentenza del TAR Lazio conferma purtroppo ciò che già avevamo compreso da tempo: le responsabilità della Regione Puglia sull’avanzamento del progetto TAP – dichiara Trevisi – sono enormi”. “Basta leggere le motivazioni della odierna sentenza del TAR Lazio – prosegue il Consigliere – per capire che la Regione Puglia sta conducendo, dai tempi di Vendola fino ad oggi, solo una finta guerra contro il gasdotto TAP. Senza i cittadini nel presidio e il M5S nelle istituzioni la multinazionale svizzera TAP sarebbe, con tanto di tappeto rosso, già padrone del futuro delle nostre coste e del nostro paesaggio.”

In particolare sono due i passaggi della sentenza a suggerire al Consigliere pentastellato questa tesi, che evidenzierebbe come la stessa Regione abbia agevolato il progetto anziché contrastarlo.

In primo luogo, con diverse note interlocutorie, la Regione ha rimesso le valutazioni finali al Ministero dell’Ambiente pur essendo la stessa Regione ente vigilante sulla prescrizione A44.

E’ chiaro che se un ente, di propria sponte, rimette ad un altro organo la valutazione finale di una questione, non può successivamente rivendicare davanti al TAR la propria competenza. Infatti si legge nella sentenza che “la Regione Puglia […] nelle varie note interlocutorie dalla stessa redatte (tra cui quella del 4 novembre 2016, in risposta alla nota ministeriale del 25 ottobre 2016), ha invero rimesso la valutazione finale al MATTM, pur essendo la stessa coinvolta quale ente vigilante nella verifica dell’ottemperanza alla prescrizione A44)”.

In secondo luogo, la Regione avrebbe assunto un comportamento che Trevisi definisce “quasi schizofrenico”, con due Dipartimenti regionali che nel tempo avrebbero sostenuto posizioni diverse: “prima il Dipartimento Agricoltura ha concesso le autorizzazioni agli espianti, e poi il Dipartimento Ecologia ha presentato delle osservazioni contrarie agli espianti che non hanno, tuttavia, avuto alcun effetto sulle precedenti autorizzazioni (le ulteriori osservazioni del Dipartimento di Ecologia della Regione Puglia (articolazione diversa da quelle prima citate), in data 15 marzo 2017, non hanno posto nel nulla le predette autorizzazioni regionali del 6 e del 9 marzo scorso né è stato chiarito il rapporto esistente tra le predette articolazioni dello stesso ente territoriale, con riferimento alla competenza nella concessione delle autorizzazioni all’espianto delle piante di ulivo).

“Siamo stati gli unici – prosegue il Consigliere – che si sono da sempre e da subito, sia in Parlamento che in Regione, opposti al gasdotto e ad una politica energetica basata sull’utilizzo di fonti fossili anziché su fonti rinnovabili che utilizzano sistemi di generazione elettrica distribuita. Costruire il TAP non servirà a rilanciare l’economia e a uscire dalla crisi economica che persiste. Non serve a chi ha perso il posto di lavoro, o a chi è stato costretto a chiudere la propria attività.

Non serve neanche a chi vorrebbe emanciparsi dal gas russo, perché i russi sono parte del progetto con la loro azienda petrolifera Lukoil, impegnata nell’estrazione proprio del gas che dovrebbe essere trasportato dal TAP. Il TAP, dunque, fino ad oggi è servito solo al PD di Renzi per guadagnarsi il favore di qualche multinazionale e a Emiliano come argomento di scontro in vista delle elezioni primarie. E’ invece – conclude – una gran brutta notizia per il nostro territorio e per i nostri cittadini costretti ancora una volta a pagare il prezzo dell’inerzia del governo regionale e di scelte scellerate fatte dal governo PD nazionale.”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online. Gestico e curo, inoltre, il sito www.italianiamalta.net

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