Ha fatto discutere l’articolo pubblicato oggi dalla testata nazionale italiana sui presunti coinvolgimenti mafiosi di un’azienda legata a TAP. Annunciata la querela

Non bastasse la tenace opposizione del Comitato No TAP di questi giorni, che sta complicando non poco il suo programma di attività, il consorzio internazionale Trans Adriatic Pipeline deve ora fare i conti anche con l’inchiesta de “L’Espresso“, anticipata con un articolo pubblicato oggi sulla versione online e che verrà approfondita domani con l’uscita cartacea. L’accusa del periodico nazionale nei confronti di TAP è di quelle pesanti: legami con la mafia.

“L’Espresso” mette al centro della sua indagine la Egl Produzione Italia, azienda controllata dal gruppo svizzero Axpo e, soprattutto, considerata la società-madre di TAP. Secondo le rivelazioni della testata giornalistica italiana, che afferma di aver esaminato documenti riservati della Commissione Europea, l’azienda avrebbe ottenuto due finanziamenti europei a fondo perduto, nel 2004 e nel 2005, per un totale di oltre 3 milioni di euro proprio per le operazioni preliminari del progetto del gasdotto.

Un’azienda italiana di proprietà svizzera si è detto, come svizzero sarebbe l’amministratore delegato della Egl, Raffaele Tognacca, e su di lui “L’Espresso” ha acceso i riflettori. Tognacca avrebbe infatti creato la finanziaria Viva Transfer, entrato in una indagine antimafia con l’accusa di “riciclaggio internazionale di denaro mafioso”, così come definita dal pm Michele Prestipino.

A questa realtà si giunse nel 2014, quando la Guardia di Finanza bloccò l’attività di un clan di narcotrafficanti legati alla ‘ndrangheta. Il gruppo malavitoso, capeggiato dal boss calabrese Cosimo Tassone, assolda tre corrieri con il compito di consegnare un milione e mezzo di euro ai narcos sudamericani. Le confessioni dei tre, dopo essere stati arrestati, sono scioccanti: il denaro è stato consegnato presso la sede di Viva Transfer di Lugano e direttamente nelle mani di Raffaele Tognacca. E lo stesso ad di Egl avrebbe trattenuto per sé circa 400mila euro, scatenando così la rabbia dei narcos, che non avrebbero così ricevuto il totale stabilito.

Il processo è attualmente in corso a Roma. I pm italiani, come accennato prima, hanno formulato nei confronti di Tognacca l’accusa di riciclaggio, mentre i giudici svizzeri, coinvolti da quelli italiani, pare siano propensi a non constatare la prova del dolo: secondo il loro parere Tognacca poteva non essere a conoscenza della reale natura di quel denaro. Da parte sua, l’ad si è difeso affermando “di non essere stato oggetto di nessuna misura penale”.

Nel numero cartaceo in uscita domani, però, “L’Espresso” annuncia la rivelazione di nuovi retroscena, ma le anticipazioni lanciate sulla versione online hanno sollevato l’indignazione di TAP, che con un comunicato stampa nega qualsiasi legame tra la società e associazioni mafiose, annunciando querela nei confronti della testata e del suo direttore:

E’ arbitrario, infondato ed evidentemente inaccettabile l’accostamento di TAP Ag e del progetto del gasdotto transadriatico alla parola mafia effettuato con un suggestivo titolo sul numero in uscita domani del settimanale l’Espresso. TAP provvederà nelle prossime ore a sporgere querela contro gli autori e il direttore del giornale, riservandosi la facoltà di adire anche il tribunale civile per il risarcimento del gravissimo danno reputazionale, annunciando fin d’ora che esso sarà devoluto all’associazionismo antimafia. TAP è impegnata con verificabile e verificata coerenza nella più rigorosa applicazione delle leggi e dei regolamenti italiani ed europei nella attribuzione di appalti e subappalti ed ha da tempo sottoposto alla Prefettura di Lecce un protocollo antimafia che garantisca la massima trasparenza della conduzione dei lavori.

Una grana in più per il consorzio internazionale che nel suo discusso progetto  del gasdotto non sta assolutamente avendo vita facile.

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Chi è l'Autore

Alessandro Chizzini

Nato a Milano il 27 settembre 1981, è laureato in Scienze della comunicazione e Scritture giornalistiche e multimedialità. Dal 2008 scrive per la testata Belpaese. E' iscritto all'Albo dei Pubblicisti per l'Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 26 marzo 2012. Si occupa principalmente di politica locale, attualità, sport.

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