dalila coluccia

Dalila ci ha lasciati. Non ce l’ha fatta la 22enne di Cerfignano. Aveva assunto un mix di alcol e anfetamine in occasione di un rave party tenutosi in località “Pozzo antico”, sulla strada che congiunge Lecce a Torre Chianca, nella notte tra sabato e domenica.

La ragazza si era accasciata improvvisamente, ma è passato del tempo prima che qualcuno prendesse l’iniziativa di chiamare i soccorsi. Solo poco prima dell’alba è stato allertato il 118, ma all’arrivo dei sanitari la ragazza era già grave.
Non ha mai più ripreso conoscenza. Trasportata d’urgenza all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, Dalila è stata ricoverata nel reparto rianimazione in stato di coma.

Inizialmente le condizioni si erano stabilizzate, ma stamattina la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. I medici hanno dichiarato la sua morte cerebrale, così Dalila è stata mantenuta in vita artificialmente solo grazie alle macchine. I familiari hanno preso l’importane e generosa decisione di donare i suoi organi, così ora Dalila darà vita ad altre persone e continuerà a vivere in loro e nei ricordi di chi l’ha conosciuta.

Aveva solo 22 anni. Gli amici, i parenti, i compaesani, la ricordano come una ragazza gentile, allegra, altruista, sempre pronta ad aiutare le persone a lei vicine. Una ragazza che sapeva farsi voler bene.

Anche la comunità di San Cassiano è molto vicina a questa perdita. Infatti la sua famiglia ha gestito per diversi anni pizzeria Tiratardi, situata nei pressi della villa comunale. Qui aveva conosciuto tante persone e stretto nuove amicizie, che ora la ricordano con sgomento e affetto.

Intanto continua l’attività investigativa della Polizia di Lecce nel tentativo di risalire agli organizzatori e a identificare coloro che durante il rave hanno somministrato anfetamine e droghe di altro tipo.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.
Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

14 commenti

  1. Purtroppo e destino, sicuramente nn bisognerebbe usare droghe per il proprio bene, ma io credo che per dire se e giusto o sbagliato usare sostantze bisogna provare la stessa strada per poi dire se giusto o meno, purtroppo a volte il destino ti porta in alcune direzioni inevitabilmente.

    • Gli Ebrei deportati per superare quel terrore non si sono fatti di nessuna droga! Parlo delle persone sopravvissute! quindi le droghe non aiutano caro anonimo

      • E tu cosa ne sai? Generalizzare non è mai una buona cosa. Solo che, ogni volta che qualcuno prova a dirlo, e a dire di non giudicare senza conoscere i fatti, lo si attacca puntualmente tirando fuori la storia degli ebrei. Gli ebrei non c’entrano niente con la droga, non ha senso nominarli. E tanto meno ha senso giudicare una persona che neanche si conosce. Che ne sai che non le abbiano somministrato a sua insaputa la droga? Mai giudicare in base a qualcosa che non siano i fatti nello specifico.

  2. Sentite, per essere chiari ed onesti, ed evitare che si creino immagini falsate, ma Dalila non era affatto una tossica, nè lo è mai stata. Era una bravissima ragazza che, al pari di tutta la sua famiglia, ha sempre contribuito con il sudore della propria fronte nel lavoro per le economie domestiche. Quindi si prega di evitare accostamenti con ambienti, usi e costumi che non c’entrano niente. Queste cose non dovrebbero mai accadere, ma quando accadono i primi a subirne le conseguenze sono proprio i bravi/e ragazzi/e, forti e deboli allo stesso tempo della loro ingenuità.

    • Lucio porta, se conosci questa famiglia, i miei omaggi per il grande gesto molto importante nel donare i suoi organi! e che Dio aiuti tutti loro. Una compaesana limitrofe

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