Massiccia presenza delle forze dell’ordine a Melendugno e limitrofi, con controlli sui cittadini e filmati. Intanto TAP starebbe sondando le intenzioni di voto dei cittadini. Fasiello: “Quello che sta accadendo ha dell’inverosimile”.

Quello a cui si sta assistendo in questi giorni nel Salento sembra andare oltre ogni comprensibile esigenza di ordine pubblico. E’ comprensibile che le forze dell’ordine siano presenti, anche in assetto antisommossa, ogniqualvolta vi sia una manifestazione che richiama centinaia di persone.
E’ anche comprensibile che la Polizia scorti i mezzi delle aziende impegnate in operazioni per conto di TAP, dal momento che gli ordini impartiti sono quelli.

colonna mezzi poliziaQuello che sfugge alla comprensione dei comuni cittadini è la sproporzione di uomini, mezzi e attività. Si parla in questi giorni di militarizzazione del territorio di Melendugno e di alcuni Comuni limitrofi. I mezzi delle forze dell’ordine non si limitano a scortare o presidiare le aree dove avvengono operazioni da parte delle ditte appaltatrici di TAP, ma circolano e presidiano i centri urbani, svolgono controlli personali, fermando sia veicoli che persone a piedi, non per controllare patente e libretto, ma per identificare le persone.

Alcuni cittadini raccontano di agenti intenti a realizzare foto e filmati degli abitanti, bambini compresi.
Questa intensa attività di polizia non riguarda solo il territorio di Melendugno, con le sue marine (San Foca, Roca, Sant’Andrea, Torre dell’Orso), ma anche le zone limitrofe, come Vernole, Martano, Calimera.

Sembra di stare in un’area ad alto rischio terroristico, sol perché c’è una popolazione che si oppone ad un’opera che ripudia. Cosa può giustificare queste speciali misure di sicurezza?

La gente del posto non è particolarmente entusiasta di quanto stia accadendo, non ama questo clima di sospetto e di paranoia, che non fa altro che alimentare la tensione e togliere serenità al vivere quotidiano della comunità.

controlli stradali polizia“Stiamo assistendo ad una militarizzazione senza precedenti della nostra Provincia. La repressione – è scritto nella pagina facebook ufficiale del movimento No TAPsi sta facendo sempre più dura: molte auto sono sottoposte a controlli; tante le identificazioni. Adesso è chiaro con chi abbiamo a che fare? Adesso è chiaro contro chi stiamo lottando?”

Intanto TAP si starebbe interessando alla campagna elettorale locale, con sondaggi politici sulle intenzioni di voto dei cittadini. A Melendugno il prossimo giugno ci saranno le elezioni comunali e sicuramente un Sindaco più “morbido” e malleabile dell’uscente Marco Potì sicuramente non dispiacerebbe al consorzio svizzero.

Per il presidente del Comitato No TAP Salento, Alfredo Fasiello, sono stati “Cancellati i Diritti Costituzionali a Melendugno Marine e Comuni limitrofi.”

“Quello che sta accadendo in questi giorni in Melendugno – dichiara Fasiello – ha dell’inverosimile, il paese capoluogo e le sue marine sono presidiati dalle forze dell’ordine in modo spropositato, volanti, gazzelle, cellulari e macchine civetta si sono impadroniti del territorio con una azione tendente ad intimorire la popolazione.

Persone anziane bambini e comuni cittadini – spiega – vengono costantemente filmati alla stregua dei peggiori terroristi e moltissime autovetture vengono fermate e con la scusa di problemi di ordine pubblico (sic) vengono identificate le persone a bordo. A questo si aggiunga che la comunità è in campagna elettorale ed il guasto è completo.

Intanto Tap la causa di tutto ciò, in un quadro così complicato, si permette di fare sondaggi telefonici, così influenzando la coscienza dei liberi cittadini, in una campagna elettorale in cui uno dei candidato Sindaco è fortemente impegnato nell’ostacolare proprio la realizzazione del gasdotto Tap.

In questo quadro si chiede massima attenzione al Prefetto ed al Questore che secondo il nostro modesto parere rischiano con la loro azione di sicurezza esagerata a favore dell’opera Tap, di prevaricare i Diritti Costituzionali della comunità melendugnese.
Una domanda è lecita. Di questo passo dove arriveremo?
Quindi per tale motivo – conclude Fasiello – lanciamo un allarme alla politica tutta ed alla magistratura leccese che apra un faro su quanto sta accadendo.”

Il Sindaco Marco Potì ha intanto chiesto spiegazioni al Prefetto su quanto stia accadendo.
Intanto sul web girano racconti, filmati e foto sul blitz notturno avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 maggio. Sulla pagina facebook del movimento No TAP è comparsa questa testimonianza:

“Noi intonavamo canti e cori, loro ci sollevano di peso: ci hanno trascinato sui carboni ancora accesi (avevamo acceso un fuoco all’imbocco della strada per segnalare la nostra presenza agli automobilisti).

Una signora è stata strattonata con forza così come una quarantina di noi, poi sequestrati da un cordone di poliziotti; nel frattempo, gli altri, cercavano di opporre resistenza al passaggio dei camion che trasportavano gli ulivi.

Siamo stati intimiditi, strattonati, colpiti. Raggiunto l’ingresso della Masseria, ci siamo raggruppati nuovamente (i 40 trattenuti sono riusciti a liberarsi). Lì sono sopraggiunte anche le tre camionette per fungere da scudo. Dopo essersi assicurati di aver fatto entrare tutti i camion all’interno della Masseria, gli agenti hanno formato un cordone di sicurezza all’ingresso.

La situazione a quel punto era molto tesa: una ragazza è stata colpita perché stava riprendendo e il suo telefono è stato scaraventato per terra da un agente. Alcuni agenti in particolare erano decisamente su di giri: ci urlavano contro, ci accusavano di accecarli con i flash degli smartphone, ci sollevavano per i giubbini, come animali.

Siamo diventati scudi umani di amici e compagni per evitare che fosse perpetrata ulteriore violenza nei loro confronti. Abbiamo presidiato la Masseria sino alle 4.30 del mattino.
È stata un’altra lunga notte di violenza e repressione di Stato.
Ci resteranno impresse le parole di un agente: “È GIÀ TUTTO DECISO”.
Noi non permetteremo a TAP di procedere! È solo l’inizio.”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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