Multe fino a 10mila euro per chi ha “ostacolato la libera circolazione” durante le manifestazioni No TAP. Il Comitato: “Repressione e intimidazioni, è TAP nell’illegalità”.

Sarebbero già 25 i verbali di accertamento di violazione amministrativa notificati ad altrettanti cittadini che hanno preso parte alla manifestazione contro il blitz notturno dello scorso 4 luglio, durante il quale la ditta appaltatrice di TAP ha provveduto allo spostamento di 42 alberi di ulivo, in violazione – secondo quanto sostenuto dal movimento di opposizione all’opera – del divieto di movimentazione delle piante (vigente dal 1 maggio al 30 ottobre) e dell’impegno di TAP a non interferire con il turismo e le attività turistiche.

In quella notte di passione un centinaio di attivisti aveva tentato di bloccare le strade per ostacolare il transito dei mezzi di TAP, provocando la carica delle forze dell’ordine. Il blocco fu forzato dagli agenti in tenuta antisommossa, diversi manifestanti rimasero contusi e i propositi della multinazionale furono soddisfatti.

Il 18 luglio sono stati notificati i primi verbali inviati dalla Questura, i quali prevedono sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 2.582,28 fino ad un massimo di 10.329,14 euro contro chi ha “impedito/ostacolato la libera circolazione”, con esclusione del pagamento in misura ridotta. La violazione riguarderebbe l’articolo 1 bis del decreto legislativo n. 66/1948.

Alcuni dei manifestanti sono stati identificati sul posto, altri successivamente sulla base dei filmati girati dagli agenti della Polizia Scientifica, i “C.S.I.” salentini. Tutto fa presumere che altre notifiche arriveranno nelle prossime ore e che gli accertamenti non si fermeranno agli accadimenti del 4 luglio, ma si estenderanno a tutti gli episodi verificatisi a partire dallo scorso marzo, da quando cioè TAP ha iniziato con l’estirpazione degli ulivi di San Basilio.

Già in un comunicato della Questura di Lecce del 4 luglio si parla di attività di accertamento in corso che interesserebbero “non più di 150 manifestanti”, tra i quali – si legge nel comunicato – “è stata notata la presenza attiva di aderenti a frange anarchico insurrezionaliste.”

I destinatari di queste notifiche ora hanno 30 giorni dalla ricezione dell’atto per proporre scritti difensivi, mentre le modalità di pagamento della sanzione verrà comunicata successivamente. Per il movimento si tratta di un tentativo di criminalizzazione e intimidazione della popolazione locale attraverso la macchina della repressione.

“Mentre si cerca di criminalizzare il movimento, le associazioni e i cittadini, noi – commenta il Comitato No TAP – continuiamo a denunciare che chi agisce nell’illegalità è TAP: sembrerebbe assurdo, ma così non è, che un governo difenda gli interessi privati di una multinazionale, mettendo in moto, in maniera puntuale, una macchina repressiva di queste dimensioni.”

Nel giro di pochi giorni, il succedersi degli eventi ha portato ad un inasprimento della repressione da parte di Tap e delle forze a suo sostegno.”

Il Comitato insiste poi sulle recenti indagini condotte da ARPA, i cui risultati smentirebbero quanto da sempre sostenuto da TAP sulla sporadica presenza di fanerogame marine (in particolare posidonia oceanica e cymodocea nodosa). Al contrario è stata rilevata una prateria densa di posidonia nei fondali di San Foca, che secondo il Comitato “potrebbe compromettere l’intera realizzazione dell’opera e crea l’ennesima falla nella “macchina perfetta” di TAP.”

“”Tanto è vero che TAP è stata costretta ad istituire un numero verde “TAP, parliamone insieme” perché – prosegue il Comitato – dovrebbe essere “normale” avere dei dubbi “quando si fanno opere come questa”.
Ma il terrore di perdere consensi non si rivela solo con le carte bollate e campagne pubblicitarie: la sera del 17 luglio, durante il 90′ anniversario di Confindustria Lecce, Main Sponsor Tap e con la “cortese” partecipazione di Almaroma, eravamo lì a far sentire il nostro dissenso pacifico, armati di magliette e di sorrisi, per dire no a chi vuole svendere il nostro territorio!

Ma è proprio in questi momenti che il terrore si insinua nelle menti di chi ci vuole accondiscendenti, quando la voglia di giustizia diventa prerogativa dei cittadini.”

E il Governo, a questo punto, cosa fa? Inizia a reprimere, cercando di contrastare tutti coloro che si ribellano, e lo fa utilizzando – continuano gli attivisti – ogni mezzo a disposizione, intervenendo con pratiche intimidatorie nei confronti di chi vuole urlare la propria libertà.

“Noi non ci fermeremo davanti alle intimidazioni di chi ci vuole nel silenzio, combatteremo – conclude il Comitato – ogni forma di repressione imposta da chi si dichiara “forza dell’ordine” ma di fatto difende l’illegalità. Noi siamo dalla parte della ragione, nessuno di noi verrà mai lasciato solo di fronte agli abusi di potere, noi siamo la faccia pulita di questa lotta!
#NoTap fino alla vittoria!”

Ieri sera, in occasione del concerto di Manu Chao tenutosi al Parco Gondar, sono stati chiamati sul palco due attivisti No TAP. Uno di loro ha fatto un intervento durato un paio di minuti. Sotto al palco c’erano ad attenderli due agenti in servizio, i quali hanno chiesto loro i documenti di identità e li hanno quindi lasciati andare. Se si parla di TAP occorre aspettarsi anche questo.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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