Tribunale-1

Battaglia persa per Corigliano d’Otranto. Dopo il Tar, anche la quinta sezione del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso d’appello presentato dalle associazioni Federconsumatori, Cittadinanza Attiva e Associazione Sud, insieme ai comuni di Melpignano, Soleto, Zollino e Castrignano dei Greci, contro la realizzazione della discarica nei pressi dell’importante falda acquifera di Corigliano.

È stata quindi dichiarata inammissibile la proposta dei ricorrenti che si erano rivolti al Consiglio di Stato proprio per contestare la sentenza del Tar del 2010, con la quale si affermava la piena legittimità del Piano di tutela delle acque della Regione Puglia; all’interno di tale piano era stata infatti inserita la localizzazione e la fattibilità della discarica di servizio di Corigliano, peraltro già autorizzata e prevista nel piano regionale dei rifiuti e la cui realizzazione era stata affidata alla Cogeam.

Le preoccupazioni dei ricorrenti si possono sintetizzare nelle dichiarazioni del consigliere regionale Sergio Blasi rilasciate il mese scorso: “Si sta realizzando una bomba ecologica sospesa sulla falda acquifera da cui l’Acquedotto Pugliese attinge l’80 per cento dell’acqua potabile distribuita nei rubinetti del Salento. Da tempo i Comuni e le associazioni a tutela dell’Ambiente e della Salute si stanno battendo contro questo scempio”.

Queste motivazioni non sono però servite a convincere il Consiglio di Stato, il quale ha invece accolto le tesi dei legali del gruppo Cogeam che hanno documentato come siano state effettuate una serie di indagini idrogeologiche su indicazioni fornite dall’Acquedotto Pugliese, dall’Arpa e dalla struttura commissariale; il giudici hanno poi tenuto conto anche del ridimensionamento volumetrico della struttura e del suo cambiamento di destinazione, finalizzata ora all’accoglimento di rifiuti trattati e non più indifferenziati come invece prevedeva il progetto originario.

Le ultime parole sono dell’avvocato Quinto che ha tutelato gli interessi della Cogeam: “È emerso finalmente come la discarica di Corigliano non possa arrecare nessun danno alla falda acquifera salentina, anche in virtù del fatto che è situata ad un chilometro di distanza dai punti di captazione dell’acqua”.

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