Dal 2004 ad oggi in Italia 9 esplosioni di gasdotti. TAP sostiene che non ci sono rischi, eppure i documenti sembrano dire altro…

Mentre TAP si autopromuove con Panorama e Focus, dipingendo la futura opera di gasdotto come strategica per il contrasto al cambiamento climatico ed esente da rischi, in Cina esplode un gasdotto e causa la morte di 8 persone e il ferimento di altre 35, di cui 4 gravi.
E’ accaduto il 2 luglio, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, ripresa da Reuters.

Il gasdotto coinvolto nell’esplosione è gestito dalla compagnia statale China National Petroleum Corporation ed è situato a sud ovest del Paese

E’ successo in estremo oriente, ma l’aumento della preoccupazione e l’inasprirsi delle polemiche non hanno tardato a farsi sentire nel Salento, dove dovrebbe approdare il mega gasdotto TAP.

TAP sostiene la teoria “zero rischi”, in quanto impiegherebbe tubi dallo spessore superiore ai 25 millimetri. Questi tubi, secondo le statistiche dell’European Gas Pipeline Incident Data Group (EGIG) nel periodo compreso tra il 1970 e il 2011 non sono stati mai soggetti ad incidenti.

Sarà sufficiente impiegare tubi di questo spessore per scongiurare il rischio incidenti?
Ricordiamo che anche il Titanic era considerato inaffondabile.

“Esplosione letale nel raggio di 43 metri”

In verità nella stessa documentazione tecnica prodotta da TAP viene presa in considerazione l’ipotesi dell’esplosione con i potenziali rischi. Uno studio condotto dalla società TRR Tecnologia Ricerca Rischi di Osio Sotto (Bergamo), “sulla base della documentazione e delle informazioni messe a disposizione di TAP SPA”, rivela che in caso di incidente il gasdotto potrebbe essere letale nel raggio di 43 metri, provocare lesioni irreversibili fino a 72 metrilesioni reversibili fino a 124 metri. Si tratta – è specificato nel documento – di una “analisi di rischio basata su metodi probabilistici in accordo allo stato dell’arte delle tecniche di analisi del rischio industriale”. Si tratta tuttavia di un’ipotesi estrema, ma parlare di rischi zero non giova alla verità.

Insomma se pubblicamente TAP, anche per bocca del suo country manager Michele Mario Elia, dispensa rassicurazioni, la documentazione tecnica sembra dire altro.
Ma i cittadini si sentono poco al sicuro, tanto più non hanno fiducia in ciò che dice Elia, che ironia della sorte è stato condannato in primo grado a 7 anni e 6 mesi di reclusione proprio per un esplosione di gas, quando ancora si occupava di infrastrutture ferroviarie.

Stiamo parlando della cosiddetta Strage di Viareggio, in cui nel 2009 persero la vita 33 persone a causa dell’esplosione di una cisterna di GPL trasportata da un treno merci, perforatasi a seguito del deragliamento del convoglio all’altezza della stazione ferroviaria di Viareggio.
L’esplosione e il conseguente incendio furono di una portata tale da raggiungere le strade e i piani alti delle abitazioni adiacenti.

Il Tribunale di Lucca ha condannato in primo grado Michele Mario Elia, che all’epoca dei fatti era amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, a 7 anni e 6 mesi di reclusione insieme ad altri.

Manuelli: “Prevedono di routine di creare un pericolo”

La questione sicurezza è stata anche affrontata dall’ingegner Alessandro Manuelli, componente della commissione tecnica comunale di Melendugno incaricata di studiare il progetto TAP.
Manuelli ha sottolineato come TAP prevederebbe come ordinaria quella che per gli esperti sarebbe un’ipotesi catastrofica, ossia l’uso degli sfiati freddi per manutenzione ed emergenza.

In pratica è previsto nel progetto che tramite il terminale di ricezione (PRT) TAP possa immettere nell’ambiente tutto o parte del gas contenuto per depressurizzare in caso di emergenza o di manutenzione, avvio e arresto dell’impianto, attraverso due sfiati freddi.

L’ingegnere spiega che se il gas esce allo stato gassoso, in base alle ordinarie condizioni climatiche della nostra zona, questo tenderà a scendere verso il basso, senza riuscire a disperdersi.

Si creerebbero quindi delle “nubi di vapore non confinate” di gas (Unconfined vapour clouds), che per gli esperti di sicurezza costituirebbe l’“evento più catastrofico che si può verificare per chi tratta idrocarburi o solventi” e che nel 90% dei casi è dovuto a errore umano.
Quindi, senza mezzi termini, Manuelli afferma che “loro (TAP, ndr) di routine prevedono di creare un pericolo, un evento catastrofico”.

l’Ingegnere aggiunge che queste nuvole di gas possono spostarsi fino ad un raggio di 5 chilometri, a seconda dei venti, delle condizioni meteorologiche e dalla quantità di gas, fino a quando non trovano un innesco, che può essere rappresentato da una sigaretta, una scintilla, un cellulare, un campanello che suona, un oggetto di metallo rovente, una piccola fiamma.
Le aree abitate dei territori Melendungno, Vernole, Castrì e Calimera si trovano tutte ad una distanza inferiore ai 5 chilometri.

Ad ogni modo, non sono così rare le esplosioni dei gasdotti. Tra i più recenti in Italia ricordiamo l’esplosione dei gasdotti Snam:

  • a Ravenna, dicembre 2015;
  • a Sestino (Arezzo), novembre 2015;
  • a Roncade (Treviso), maggio 2015;
  • a Pineto (Teramo), marzo 2015;
  • a Ravenna, dicembre 2014 un incendio;
  • a Sciara (Palermo), luglio 2013;
  • a Mulino di Tresana (Massa Carrara) nel 2012 (con decine di feriti);
  • a Tarsia (Cosenza), febbraio 2010;
  • a Montecilfone (Campobasso), gennaio 2004.
Fiamme esplosione gasdotto Russia

Fiamme esplosione gasdotto in Russia (2015)

All’estero tra gli incidenti più recenti ricordiamo quello accaduto in Russia ad agosto 2016 e in Ucraina nel 2014, dove l’incendio ha sviluppato fiammo alte fino a 200 metri.

Inoltre, un report di qualche anno fa riporta ben 1047 incidenti occorsi ai principali gasdotti e oleodotti transnazionali tra Canada e Stati Uniti in soli 12 anni.

Ma forse TAP è speciale e probabilmente anche le leggi della fisica e della chimica subiranno una deroga. Poi, se succede un incidente, pazienza…

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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