L’obiettivo è comune: ridurre il calcare presente all’interno dell’acqua del nostro impianto idraulico. Entrambi i sistemi funzionano molto bene ma, fra addolcitore a scambio ionico e anticalcare elettronico, qual è il migliore? Scopriamolo insieme analizzando gli aspetti principali, pro e contro dei due sistemi più diffusi.

Principio di funzionamento

Gli addolcitori a scambio ionico prevedono il passaggio dell’acqua da trattare all’interno di resine contenute in un apposito serbatoio, mentre nel caso dell’anticalcare elettronico l’acqua passa semplicemente all’interno di un tubo immerso in un campo elettromagnetico. Sinceramente fra le due opzioni preferiamo quella che non prevede il passaggio di acqua all’interno di resine sintetizzate chimicamente (come nel caso degli addolcitori). Specialmente se consideriamo che l’acqua del rubinetto può essere usata per cucinare e bere. Questo fa pendere la scelta verso l’anticalcare elettronico rispetto all’addolcitore.

Dimensioni

Fra i due il più piccolo è sicuramente il sistema elettronico: da una parte abbiamo una piccola scatoletta collegata ad un tubo mentre, nel caso degli addolcitori, sono necessari due grossi contenitori (uno per le resine e uno per la rigenerazione delle stesse). Nel caso in cui non avessimo problemi di spazio, possiamo scegliere un sistema anziché l’altro. Se, invece, non abbiamo molto spazio dobbiamo assolutamente scegliere un anticalcare elettronico.

Prezzo d’acquisto e semplicità di installazione

La complessità degli addolcitori non aiutano di certo a mantenere un prezzo d’acquisto basso: prodotti di buona fattura possono raggiungere senza grosse difficoltà le migliaia di euro. Inoltre l’installazione di questi prodotti è piuttosto complessa, articolata e deve assolutamente essere eseguita da un professionista qualificato.

D’altro canto i sistemi elettronici prevedono un prezzo d’acquisto incredibilmente più basso e l’installazione è semplice ed immediata e, date le dimensioni, il più delle volte non sono necessarie opere murarie o pesanti variazioni all’impianto idraulico. Su http://www.hydropath-italia.it puoi trovare diverse soluzioni per risolvere i problemi di calcare intervenendo sul tuo impianto idraulico generale.

Manutenzione

Un anticalcare elettronico praticamente non necessita di manutenzione alcuna. Una volta installato ed allacciato alla corrente elettrica, esso funziona in completa autonomia per anni. I modelli migliori hanno un MTBF (mean time between failure, cioè tempo medio fra guasti) addirittura superiore ai venticinque anni.

Gli addolcitori prevedono invece la verifica periodica delle resine e del sistema di rigenerazione delle stesse, cioè del tino salamoia e della soluzione salina. Inoltre anche le valvole che gestiscono la rigenerazione (volumetriche o a tempo) devono essere periodicamente verificate e revisionate.

Altre interessanti funzioni

Sono molto interessanti le funzionalità extra che i migliori sistemi elettronici riescono a fornire oltre al puro abbattimento del calcare. Stiamo parlando della funzione antibatterica e della funzione flocculante. La prima è semplice da capire: grazie al campo elettromagnetico ad elevata frequenza, i batteri presenti all’interno dell’acqua vengono sterminati. La funzione flocculante permette invece di eliminare per deposizione eventuali corpi solidi nell’acqua.

Conclusioni

Premesso che entrambi i sistemi sono molto efficaci per la riduzione del calcare nell’acqua, passiamo ora a tirare le somme della nostra analisi e scegliere la soluzione migliore per la nostra abitazione.

L’evidente semplicità dei sistemi anticalcare elettronici porta con se una lunga lista di vantaggi: primi fra tutti costi di acquisto e di esercizio molto bassi. Aggiungiamo poi un’elevata semplicità di installazione, le dimensioni ridotte, la manutenzione pressoché inesistente e la lunga vita dell’apparecchio ed abbiamo ottenuto un sistema praticamente perfetto ed adatto a tutti.

I vincitori assoluti della nostra sfida sono quindi i sistemi anticalcare elettronici.

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