Indiscrezioni al momento non confermate parlano di una rivalutazione da parte di SNAM dell’opportunità di proseguire col progetto TAP.

Secondo voci di corridoio, non ancora confermate, la società SNAM starebbe valutando l’abbandono del progetto di gasdotto TAP e soprattutto del progetto di interconnessione TAP-SNAM, che dovrebbe collegare il PRT di Melendugno al terminale di Mesagne.

Sembrerebbe che a seguito della pubblicazione dell’inchiesta de l’Espresso su TAP (per la quale, ricordiamo, la società ha annunciato querela) e a causa dell’opposizione dei cittadini (che finora ha riguardato soltanto la preparazione dell’area di cantiere nel microtunnel), da SNAM abbiano voluto rivalutare la convenienza e l’opportunità di portare avanti questo progetto.

SMAM è una società per azioni a capitale misto, a maggioranza pubblica. A sua volta è azionista della società TAP ed è impegnata nel progetto di interconnessione che dovrebbe collegare TAP alla Rete nazionale gas, a Mesagne.

Questo progetto è ancora nella fase di valutazione di impatto ambientale (VIA) e dovrebbe percorrere circa 56 chilometri, attraversando uliveti, aree rurali e perfino il Parco del Rauccio. In totale gli ulivi che verrebbero incontrati lungo il percorso, e che quindi dovrebbero essere espiantati e reimpiantati, ammonterebbero a circa 10mila.

Vedendo che per i primi 231 ulivi di TAP (su circa 1900), la società ha incontrato tutte queste difficoltà, SNAM potrebbe voler valutare attentamente i costi e le difficoltà che potrebbe comportare la realizzazione di un’opera da 56 km su terra ferma che interessa quasi 10mila ulivi. A questo punto non varrebbe nemmeno la pena di insistere con gli espianti a San Basilio e sostenere dei costi inutili.
Sarebbe per questo motivo che le operazioni non sono proseguite in questi giorni. Di questo sarebbe stato informato anche il Prefetto di Lecce.

Ovviamente si tratta di notizie che attendono conferma e che non rispecchierebbero la posizione della società TAP, ma del solo socio SNAM. Ma se SNAM decidesse di non realizzare l’interconnessione, questo renderebbe inutile l’intero progetto TAP.

Ad ogni modo, se una delle società interessate volesse smentire o precisare, TagPress è diponibile a dare spazio alle loro repliche.

TAP lascerà il posto a IGI Poseidon?

Lunedì 3 aprile il Minstro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha incontrato a Tel Aviv, in un vertice internazionale, i Ministri israeliano, greco e cipriota, rispettivamente Yuval Steinitz, Giorgos Stathakis, e Yiorgos Lakkotrypis, e il Commissario europeo all’Energia Miguel Arias Canete.

Oggetto dell’incontro è stato la politica energetica internazionale tra Europa e Asia mediorientale, in particolare il gasdotto EastMed, che dovrebbe partire da Israele, passando da Cipro, Grecia, fino ad approdare ad Otranto. Stiamo parlando del progetto Igi Poseidon, già approvato nel 2011, con il beneplacito di Regione Puglia ed enti locali e senza incontrare forti resistenze tra la popolazione locale.

Il gasdotto si chiamerà EastMed e dovrebbe contare su più fonti di approvvigionamento, da Cipro, Egitto, Libano, Russia (in virtù di un precedente accordo con Gazprom) e, appunto, Israele, in particolare dalla Striscia di Gaza, una lingua di terra appartenente alla Palestina, ma contesa con Israele e teatro di sanguinari scontri che non sembrano avere fine.

Dunque lunedì scorso è stato firmato l’accordo internazionale sul gasdotto EastMed, definito da Calenda come strategico e di cui si parlerà al prossimo vertice del G7 sull’energia in programma a Roma il 9 e il 10 aprile.

Questo atto può essere letta come un abbandono del progetto TAP?

In realtà l’incontro di lunedì era già in programma da tempo, come peraltro informava StaffettaQuotdiana, giornale che tratta notizie in campo energetico. Lo scorso 23 gennaio si era svolto a Bruxelles un incontro preliminare tra le delegazioni dei governi israeliano, italiano, greco e cipriota, per parlare del progetto di gasdotto EastMed. La sigla degli accordi era stata rinviata a una data da fissare nel periodo primaverile, in Israele.

Dunque EastMed sembra confermarsi non come alternativo a TAP, ma aggiuntivo, come aggiuntivo dovrebbe essere il gasdotto della Eagle LNG, con approdo a Brindisi.

A ciò si aggiunga che i due progetti di rigassificazione sono tutt’ora in piedi: quello di Brindisi, approvato e mai realizzato, e quello di Taranto, in attesa di autorizzazione. “Hub del gas”: è questo il destino che è stato deciso per la Puglia, in particolare il Salento, negli ultimi due decenni.

Qui la replica di SNAM giunta alcune ore dopo la pubblicazione del presente articolo

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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