Immagine di repertorio

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Tag Press ha deciso di intraprendere un viaggio all’interno mondo del lavoro nel Salento, raccontando spaccati di realtà che i grandi numeri (come ad esempio il tasso di disoccupazione) tendono ad offuscare, ma che sono altrettanto importanti per ricostruire i meccanismi del mercato del lavoro.

La prima storia che vi offriamo è quella di un’azienda che, a dispetto della crisi, vede crescere la propria produzione e necessita di nuova manodopera. Così si mette alla ricerca di alcuni operai alle macchine a utesnili. Contatta alcuni operai in mobilità offrendo loro un posto di lavoro, ma gli operai preferiscono mantenere l’indennità di mobilità e lavorare in nero. Succede anche questo nel Salento. L’indennità di mobilità è un ottimo strumento di previdenza sociale, perché permette ad un lavoratore che perde il lavoro di non trovarsi dall’oggi al domani senza alcuna entrata e quindi di permettergli di conservare una fonte di reddito in attesa di trovare una nuova occupazione o di riqualificarsi per avere maggiori possibilità sul mercato del lavoro.

Ma il nostro paese ci ha spesso abituati alle aberrazioni. Così molti lavoratori si ritrovano a sfruttare il periodo di mobilità per trovarsi un lavoro in nero, anziché cercare un’occupazione regolare che guardi oltre questo periodo o quantomeno per accrescere le proprie competenze professionali.

Di fronte al perpetuarsi di situazioni nelle quali si sfruttano all’osso le prestazioni previdenziali per obiettivi impropri, è difficile dar torto a chi da decenni accusa il Sud di vivere di assistenzialismo. E sicuramente il fatto di poter contare su continui aiuti assistenzialistici non farà altro che impigrire lo spirito di iniziativa, la voglia di migliorarsi e contare sulle proprie capacità. Tanto fino a che lo Stato paga va bene così.

Ed ecco il paradosso. Nella terra in cui perennemente manca il lavoro, ora è il personale qualificato che manca. Ecco quanto ci raccontano dalla direzione di un’azienda del basso Salento che vorrebbe assumere ma fa fatica a trovare del personale qualificato:

«Da tempo stiamo cercando di espandere il nostro mercato, anche all’estero e questo sta dando i suoi frutti. Abbiamo ricevuto delle commesse extra che ci impongono di assumere nuovi operai per poter rispettare i tempi di consegna.»

Quindi si tratta di una situazione temporanea?
«Per il momento sì, ma non è escluso che le richieste aumenteranno. E’ il nostro obiettivo e stiamo lavorando proprio per espandere e consolidare il mercato. Questo significherebbe assunzione stabile di nuovo personale».

Ci sono tante persone in cerca di occupazione. Non dovrebbe essere difficoltoso trovare personale.
«Può sembrare strano ma è così. Noi cerchiamo operai che sappiano utilizzare le macchine a utensili, così ci siamo rivolti ad una azienda locale che fa uso di macchine ad utensili, che di recente ha effettuato dei licenziamenti, chiedendo di indicarci qualche operaio esperto. Così abbiamo contattato gli operai che ci hanno indicato, ma hanno rifiutato l’offerta. Non è facile trovare personale qualificato».

Come mai hanno rifiutato?
«Al momento loro percepiscono l’indennità di mobilità e nel frattempo lavorano in nero nei campi. Preferiscono fare così. In questo modo percepiscono di più».

Che succederà quando il periodo di mobilità sarà cessato?
«Noi abbiamo bisogno ora di operai. Sicuramente sarà un’occasione persa per loro. Magari al momento percepiranno una somma maggiore, ma avranno perso l’occasione di mettersi alla prova, di essere eventualmente assunti a tempo indeterminato da noi e quella di maturare un’ulteriore esperienza utile anche per trovare lavoro fuori dalla nostra azienda. Noi intanto continueremo a cercare operai. Quando loro non avranno più l’assegno di mobilità probabilmente noi non avremo più bisogno di loro».

Ci sono diversi siti internet permettono l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Non riuscite a trovare personale qualificato?
«A noi non piace assumere basandoci su un pezzo di carta. Preferiamo testare sul campo la loro capacità. Per questo preferiamo prima di tutto farci indicare qualcuno da aziende con cui abbiamo un rapporto di fiducia».

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

2 commenti

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    io non ci penserei neanche una volta se mi proponessero una cosa simile io sono attualmente alla ricerca di un lavoro pero vedo che questa azienda cerca esperienza nel settore io non ho mai lavorato in questo genere però vorrei poter avere un occasione voi dove siete

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    Sono un po ‘ di anni che lavoro, ogni anno sempre meno per la disoccupazione, alla fine sarebbe meglio lavorare in nero e guadagnare così di più, sia io che il datore di lavoro che d’accordo con me paga qualcosa in più senza far sapere a nessuno che lavoro. Tanto poi si sa, ci sono trucchi per far lavorare in nero in modo parziale, lo fanno tutti, chi riceve quello che davvero dovrebbe guadagnare? Bisogna lasciare qualcosa al datore di lavoro in cambio di un lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato.

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