La denuncia: “Discoteche pollaio, oltre i limiti di capienza. L’ho fatto presente ai soci e alle istituzioni. Qui regna l’illegalità e Polizia chiude un occhio.”

Se ne parla ogni estate, si alza un gran polverone, ma in fondo si fa poco o nulla contro il turismo selvaggio, il caos e i gravi problemi di ordine pubblico e di degrado a cui è costretta ogni anno la città di Gallipoli.
La denuncia oggi arriva da una fonte insolita, ossia uno dei soci della Risto & Disco srl di Gallipoli, proprietaria di una nota discoteca che sorge proprio sul territorio della città bella, il Praja.

Alessandro Toffi, socio al 20%, rivela alla Gazzetta del Mezzogiorno di aver presentato denuncia alle autorità e racconta che la situazione reale sarebbe ben più grave di quella descritta dagli organi di stampa.

Afferma qualcosa di grave Toffi: “Le forze dell’ordine prendono di mira l’illegalità delle “case pollaio”, ma poi chiudono un occhio, anzi tutti e 2, sulle “discoteche pollaio”. Stracolme tra l’altro di ragazzi minorenni”.

Diverse discoteche di Gallipoli, secondo quanto dichiarato, farebbero entrare un numero di persone anche superiore al doppio, se non al triplo, della capienza consentita. Per quanto riguarda la sua discoteca, il Praja, il numero massimo di persone che potrebbero entrare è di 2mila, ma di fatto ne entrerebbero 5-6mila.

Secondo Toffi basterebbe guardare le foto postate sui social per rendersene conto, ma anche facendo due conti si potrebbe comprendere come il numero di partecipanti sia ben maggiore rispetto al limite.

Gli ospiti del Praja arrivano a costare anche 100mila euro a serata (il 27 luglio il dj Bob Sinclar avrebbe preteso un compenso da 80mila euro), mentre i biglietti costano da 20 a 25 euro ciascuno. Quindi 2mila biglietti non basterebbero a coprire i costi, secondo quanto dichiarato dall’imprenditore.
Il 27 luglio la Polizia avrebbe fatto un controllo verso le 3 di notte, però, avrebbe fatto un controllo non ravvisando alcuna irregolarità.

Se confermata la denuncia di Toffi ci sarebbe una grave compromissione delle basilari regole sulla sicurezza, dalle uscite d’emergenza al sistema antincendio, dagli spazi fruibili alle vie di fuga.

L’imprenditore avrebbe fatto presente il problema e le sue perplessità durante l’assemblea dei soci, sottolineando il danno economico che deriverebbe da un evento negativo, oltre alle responsabilità e alle sanzioni connesse (come chiusura locale, ritiro licenza, responsabilità penali), ma essendo socio di minoranza non avrebbe potuto imporsi.

Avrebbe inoltre inviato delle PEC alle istituzioni per segnalare i pericoli connessi a questa situazione, aggiungendo che ogni notte una decina di ragazzi finiscono in coma etilico e vengono ammassati all’interno del perimetro del Praja.

Tutto questo sarebbe solo una piccola parte di una realtà molto più “inquietante”, dove regnerebbe l’illegalità. Toffi è sfiduciato sulla possibilità che qualcosa cambi e chiosa: “Quando ci scapperà il morto andremo tutti a casa”.

Fonte

Commenta anche tu

commenti

Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.
Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

Rispondi

NO TAP