Presenza costante e reiterarti controlli a residenti, attivisti e turisti rompono la tranquillità della marina di San Foca. Ma era necessario o c’è una sproporzione di uomini e mezzi?

A San Foca la Polizia è ormai di casa, insieme ai carabinieri e alla Guardia di Finanza, forse in attesa dell’esercito. La si trova un po’ ovunque, sul lungomare, sulle strade di accesso alla località marittima e anche tra gli uliveti di San Basilio, alla luce del sole e sotto i chiari di luna.

controllo polizia san basilio (san foca)Si appostano per le strade, fermano gli automobilisti ed eseguono controlli, ma più che a patente e libretto sarebbero interessati all’identificazione delle persone e ad altro tipo di informazioni, come il lavoro svolto, dove sono diretti, se frequentano il presidio No TAP, ecc….
L’attività di polizia si svolge nei confronti degli automobilisti, ma anche dei pedoni, turisti compresi.

Anche i residenti sono sottoposti a reiterati controlli. Alcuni di loro raccontano di essere fermati e di dover dare spiegazioni quasi ogni volta che escono dal paese o che vi fanno rientro.

I proprietari della Masseria del Capitano, di cui una parte è stata espropriata e un’altra affittata a TAP, riferiscono di essere in un territorio “di trincea”, che per accedere alla loro proprietà devono esibire ogni volta i documenti e di avere problemi legati alle forniture e al ricevimento di clienti, amici e maestranze, molti dei quali preferiscono evitare di raggiungere il posto, occupato da blindati e uomini armati.

La massiccia e costante presenza di uomini delle forze dell’ordine è palpabile, anche per via della presenza di mezzi blindati e di numerose volanti che si aggirano nel territorio di San Foca e nelle zone circostanti. Inoltre ci sarebbero anche diversi agenti in borghese.

La situazione è particolarmente fastidiosa per i residenti, per chi da sempre ha vissuto la tranquillità di quella piccola località balneare, caratterizzata da una lunga tradizione di pesca, ristorazione, agricoltura e ricettività.
Nonostante l’alto numero di turisti che la frequenta in estate, San Foca resta una delle località meno caotiche tra le mete turistiche salentine. Una tranquillità che viene a cadere con l’arrivo di una multinazionale con sede in Svizzera, che ha deciso di far approdare qui l’infrastruttura per una fonte di energia fossile portandosi dietro la forza pubblica.

Il nuovo Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, prova a giustificare queste straordinarie misure di ordine pubblico con la possibile presenza di terroristi. “Il Salento non è solo meta di turisti che portano ricchezza ma anche di persone che si dedicano ad attività terroristiche”, aveva dichiarato qualche giorno fa, contribuendo ad alzare la tensione e lanciando un monito verso le persone che protestano contro il gasdotto TAP, avvisandole di possibili infiltrazioni da parte di anarco-insurrezionalisti.

Nella stessa circostanza aveva invitato chi ha responsabilità politiche a non schierarsi “mai apertamente contro lo Stato”.
Il riferimento è sicuramente al Sindaco e al Vicesindaco di Melendugno (Marco Potì e Simone Dima), ai Sindaci di altri Comuni della provincia di Lecce e ad alcuni parlamentari e Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno partecipato in prima linea alle proteste, subendo anche le cariche delle forze dell’ordine e riportando anche delle contusioni.

Le dichiarazioni del Questore sono state fortemente criticate da cittadini, associazioni, dal Sindaco Marco Potì e dal Movimento 5 Stelle.

L’arresto di un anarchico a Roca

Le dichiarazioni di Laricchia arrivano in occasione dell’arresto dell’anarchico Pierloreto Fallanca avvenuto a Roca (Melendugno) il 3 agosto, sospettato di essere coinvolto nell’attentato alla libreria di Casapound “Il Bargello”, a Firenze, che nel giorno di Capodanno costò un occhio e una mano ad un artificiere che tentava di disinnescarlo.

Per questo attentato sono stati arrestati 8 anarchici, di cui 6 a Firenze, uno a Roma e l’altro, appunto a Roca.
Ma solo per due di loro è stata disposta la custodia cautelare, mentre per gli altri 6 non sarebbero stati ravvisati i gravi indizi di colpevolezza. Restano pertanto indagati a piede libero.

Pierloreto Fallanca è stato arrestato a Roca in un centro sociale sorto in una casa abbandonata a fine luglio. L’arresto è avvenuto in stile “teste di cuoio”, con un’irruzione notturna, mentre Fallanca e gli altri occupanti dormivano.

Per lui il Gip di Lecce ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza ed ora si trova nel carcere di Borgo San Nicola. Fallanca è residente a Martinsicuro (Teramo), ma il padre vivrebbe a Lecce.
Altre 7 persone che si trovavano lì al momento dell’irruzione sono state identificate e secondo il Questore “sono tutti esponenti del mondo antagonista locale che nei mesi scorsi hanno partecipato alle manifestazioni di protesta contro il gasdotto TAP”.

In realtà Fallanca non avrebbe preso parte ad alcuna iniziativa contro il gasdotto TAP, né cortei, né blocchi stradali, né assemblee. Al momento risulterebbe estraneo al movimento No TAP.

Tanto è bastato a legittimare la misure di ordine pubblico attuate in questi mesi. Era tutto necessario o c’è stata un sproporzione di uomini e di mezzi, tanto da portare ad un atteggiamento “paranoico” della forza pubblica?

I No TAP una minaccia più pericolosa della mafia?

Nello scorso autunno a Casarano è stato ucciso un pregiudicato, Augustino Potenza, considerato appartenente alla Sacra Corona Unita, nel parcheggio di un centro commerciale. Un mese dopo è seguito il tentato omicidio di un’altra persona legata a Potenza. Eppure a Casarano non si vide questo tipo di risposta così massiccia e serrata. Alcuni mesi dopo vennero arrestati i presunti responsabili di questi delitti.
Cosa porta a considerare più grave e pericoloso l’attivismo No TAP a San Foca rispetto a fatti di sangue e di mafia accaduti di recente a Casarano? E in generale del fenomeno mafia, che c’è, ma forse non riceve l’attenzione dovuta?

lungomare san foca - forze dell'ordineIl movimento No TAP, che è composto da cittadini, famiglie, attivisti, amministratori locali, associazioni, parla di repressione e intimidazioni che si sarebbero concretizzate anche attraverso le sanzioni amministrative da migliaia di euro notificate a diverse persone che hanno partecipato alle azioni di protesta contro TAP in questi mesi.

In effetti San Foca sembra essere diventato territorio di frontiera, dove aleggia un clima di sospetto su popolazione e turisti, simile ad uno stato di polizia.
E’ una situazione che avanti da qualche mese e che non accenna a placarsi nemmeno nei mesi estivi, nemmeno con lo stop delle operazioni di TAP.
L’autunno che arriverà si preannuncia caldo. Alcune voci parlano del possibile invio dell’esercito.

Intanto continuano incessanti le iniziative, gli incontri pubblici e informativi tra attivisti e cittadini sul progetto di gasdotto TAP.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.
Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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