Il Comune di Lecce interviene sul caso della Tari gonfiata per un errore di calcolo.

È la notizia più chiacchierata negli ultimi giorni, anche a causa delle speranze dei cittadini di poter richiedere il rimborso del pagamento non dovuto. Sul caso delle cartelle di riscossione Tari gonfiate interviene con una nota anche il Comune di Lecce.

Giuseppe L’Abbate

Il caso è stato portato alla luce dal deputato pugliese Giuseppe L’Abbate del Movimento 5 Stelle, con un’interrogazione sulla corretta interpretazione della legge. Il 18 ottobre è arrivata la risposta del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che ammettendo l’errore, ha sottolineato come la parte variabile della tassa deve essere applicata solo una volta all’abitazione e non per tutte le pertinenze: ovvero cantine, garage, depositi.

A Lecce diverse associazioni dei consumatori sono pronte a dare assistenza ai cittadini che volessero avanzare istanza di rimborso ed anche il Comune si è subito attivato attraverso l’Ufficio Tributi, che oggi dovrebbe inviare richiesta di parere al Ministero delle Finanze al fine di prendere gli opportuni provvedimenti.

Il calcolo della Tari si ottiene dalla somma di due quote: quella fissa (legata ai metri quadrati dell’immobile) e quella variabile (legata ai componenti del nucleo familiare). Nella nota di Palazzo Carafa si legge come il Comune abbia recepito nel proprio regolamento Tari il parere espresso dall’Anci nel settembre 2014 dove si stabiliva che “è corretto applicare ai locali pertinenziali la stessa tariffa applicata ai locali principali”.

L’odierna interpretazione del Mef dice il contrario, affermando l’impossibilità di computare la quota variabile sia in riferimento all’appartamento sia alle relative pertinenze. Ha origine in questo errore interpretativo il calcolo errato della tassa, che ha causato l’aumento della Tari anche per i leccesi.

I cittadini potranno quindi presentare ricorso, ma il Comune nella propria nota segnala come l’eventuale modifica regolamentare mirata ad azzerare la quota variabile sulle pertinenze non farebbe altro che spostare il problema, in quanto il costo del servizio dovrà comunque essere assicurato. Tutto ciò porterebbe ad un aumento della quota variabile sull’abitazione, senza lasciare spazio ad un’eventuale riduzione della tassa.

“Se anche il Comune di Lecce è incorso nell’errore, rimborsi rapidamente ai contribuenti leccesi le somme illegittimamente riscosse” ha dichiarato Rita Quarta di Articolo 1-MDP, chiedendo immediate verifiche da parte degli uffici comunali.

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Salvatore Ciriolo

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