In Puglia il dato globale è in linea col trend nazionale, ma a Lecce, Brindisi e Taranto la situazione è preoccupante. Tumori infantili in aumento.

E’ stato presentato sabato 17 settembre il rapporto del primo registro dei tumori in Puglia e i risultati non sono dei migliori. Se il dato globale porta la nostra regione in linea con la tendenza a livello nazionale, spiccano i preoccupanti dati relativi alle tre province salentine: Brindisi, Lecce e Taranto.

Il registro è stato istituito nel 2008 dalla Regione e contiene i dati suddivisi per ognuna delle sei province pugliesi. Gli indici principali riportati nel registro riguardano l’incidenza delle patologie tumorali, il tasso di mortalità e i dati relativi alla sopravvivenza entro i 5 anni dalla scoperta della malattia. Al momento 4 province pugliesi su 6 son accreditate presso l’Airtum (Associazione Italiana Registro Tumori), mentre le province di Bari e Foggia sono in corso di accreditamento.

Ad illustrare i dati epidemiologici relativi all’anno 2015 è Lucia Bisceglia, componente del Centro di coordinamento del Registro Tumori pugliese.

Nell’intera regione ogni anno si ammalano di tumore 11 mila uomini e 9 mila donne, rispettivamente 6 uomini ogni 1000 abitanti e 4 donne ogni 1000 abitanti di sesso femminile.

Le forme tumorali più diffuse in Puglia, per gli uomini riguardano polmoni e bronchi, pari al 18,1% dei casi, mentre per le donne è rappresentato dal cancro alla mammella, con il 29,2%. Crescono in maniera preoccupante i casi di tumore alla tiroide e del melanoma cutaneo.

Questo per quanto riguarda il dato globale in Puglia. Se invece si analizzano i dati per territori più circoscritti vengono fuori delle anomalie, le cui cause andrebbero indagate più a fondo. Nella provincia di Bat (Barletta-Andria-Trani) si registra un’incidenza del tumore al fegato del 33%, contro il 20,3% del dato nazionale.

Se si vive a Taranto o in provincia di Lecce si rischia maggiormente di contrarre il tumore ai polmoni. Qui infatti, questa patologia è più diffusa che nel resto della regione e l’incidenza è più alta rispetto alla media nazionale. Sempre rimanendo nel Salento, nelle tre province (Brindisi, Lecce e Taranto), si registra un picco anomalo di tumori alla vescica.

A rendere ancora più drammatico il quadro, si registra un 30% di tumori infantili nel tarantino.

Si sta meglio al nord o al sud?

Come detto, i dati sui tumori in Puglia sono allineati con il resto d’Italia, salvo delle anomalie riguardanti aree territoriali, che riguardano principalmente il Salento.

Il report sulla sopravvivenza entro i cinque anni dalla scoperta della malattia segna, anche qui, un sostanziale allineamento col resto del Paese. Anzi, in alcuni casi sarebbero anche più incoraggianti, come per il cancro alla mammella e per i tumori ematologici.

Tuttavia Lucia Mangone, presidente nazionale Airtum, ha sottolineato come al Nord ci siano maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto al Sud.

Si suggerisce anche la lettura dell’articolo Report su tumori, decarbonizzazione e prevenzione le strade da seguire”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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