Cassa Integrazione

A rivelarlo è il report mensile pubblicato dalla Uil di Lecce, sull’andamento della Cassa integrazione (Cig).
I dati parlano chiaro. Rispetto al mese di febbraio, a marzo, nel Salento si è registrato un aumento della richiesta di intervento della Cig pari 21,3%. Complessivamente le ore di Cig ordinaria autorizzate ammontano a 472 mila, mentre quelle di Cig straordinaria sono giunte a 90 mila ore. Diminuiscono invece, del 62,9%, le ore autorizzate di Cig in deroga, ma solo perché le risorse finanziarie stanziate sono insufficienti.

Se da un lato la Cig è un istituto nato per far fronte alla a una temporanea riduzione del personale, dall’altro sembra invece che la situazione si sia cristallizzata e che questo tipo di ammortizzatore sociale stia trasformando in una sorta di sussidio di disoccupazione a tempo indeterminato, poiché la salute delle aziende continua a peggiorare e queste non riesco più a reintegrare i cassintegrati nel loro organico.

Di fronte alla possibilità che questo trend negativo continui, il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto, allineandosi a quanto richiesto dai tre sindacati confederali nella manifestazione del 16 aprile davanti a Montecitorio, sostiene la necessità di istituire subito una cabina di crisi, “per condividere l’entità delle risorse concrete da stanziare in favore delle regioni italiane e prevedendo integrazioni salariali e l’alleggerimento del carico fiscale”. Oltre a ciò, secondo lo stesso segretario, andrebbero varate “vere ed urgenti politiche per la crescita per evitare che solo sul sistema degli ammortizzatori sociali si scarichi l’effetto di una crisi violenta e troppo duratura”.

La situazione politica di certo non aiuta. L’austerità imposta dal Governo Monti per far quadrare i conti pubblici è stata una scure per l’economia, già di per sé molto provata.
Ora, questa fase di stallo e di incertezza, aggravata dall’incapacità di dar vita ad un nuovo governo, non sta facendo altro che portare ad uno spreco di tempo prezioso e ad un’ulteriore incertezza di tutti i mercati.
Non bastano più i rimedi di breve periodo, interventi palliativi. Occorrono interventi strutturali, che guardino oltre il superamento di un periodo temporaneo. Occorre costruire le basi per un’economia solida, che punti alla piena occupazione.

Negli ultimi decenni le emergenze occupazionali sono state tamponate perlopiù con i prepensionamenti e gli ammortizzatori sociali, o con incentivi che hanno sortito solo effetti temporanei. Ma intanto migliaia e migliaia di posti di lavoro venivano persi.

Un mal di testa può passare prendendo un semplice farmaco. Ma se questo persiste o si presenta sistematicamente, probabilmente è il caso di intervenire sulla causa, non solo sul sintomo. E’ finito il tempo delle pillole, non bastano più.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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