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Settembre è il mese che sancisce la fine della stagione estiva ma anche l’inizio del nuovo anno scolastico. Almeno dovrebbe essere così, ma non tutti gli istituti godono di tale fortuna. L’alberghieroAldo Moro” di Santa Cesarea Terme, per esempio, è tra i pochi che, ad una settimana dall’inizio delle lezioni, non sa ancora che pesci pigliare.

Il costante incremento di iscrizioni da parte degli utenti, dovrebbe fare di questa struttura una tra le più all’avanguardia del territorio, capace di soddisfare i bisogni dei numerosi iscritti, con laboratori funzionali mirati alla crescita formativa degli studenti e invece, gli intoppi burocratici e la politica, fanno di questo istituto, uno degli istituti più precari del salento.

La scuola alberghiera di Santa Cesarea nasce nel 1967. Attualmente vanta circa 1200 iscritti, il massimo previsto dalla legge sull’autonomia scolastica;  le classi, in tutto 44, sono dislocate tra Poggiardo, Vaste e Santa Cesarea. Tutto questo crea non pochi disagi a studenti e professori che lamentano la scarsa organizzazione dei trasporti ma soprattutto un certo disservizio strutturale. Gli alunni infatti, devono costantemente percorrere questo tragitto durante la giornata, magari per spostarsi dai laboratori alle aule.

“E’ assurdo, – sottolineano alcuni docenti, – che i nostri ragazzi debbano fare tutti questi sacrifici. E’ inconcepibile che una scuola come la nostra, che dovrebbe garantire un normale diritto allo studio e una certa tranquillità anche alle famiglie, costringa gli studenti a percorrere la “bretella” tra Poggiardo e Santa Cesarea, privando tra l’altro gli stessi, di tempo utile per la loro formazione”.

Ma i paradossi non finiscono qui.

Ad oggi, infatti, l’Istituto Alberghiero “Aldo Moro” non dispone ancora di ben 9 aule e se la Provincia di Lecce, proprietaria dell’istituto, non prende provvedimenti immediati, l’inizio dell’anno scolastico rischia seriamente di slittare. Un po come è successo lo scorso anno e per lo stesso e identico motivo.

La mancanza di classi è il tallone d’Achille dell’alberghiero. Nel 1997 la Provincia di Lecce stanziò un miliardo e mezzo di lire per la costruzione di un terzo e quarto lotto, all’istituto centrale di Santa Cesarea Terme, che avrebbe dovuto comprendere ben 15 classi e una palestra. Probabilmente, questi lavori avrebbero risolto tutti i problemi di “provvisorietà” dell’istituto e invece, quei lavori, non sono mai cominciati. Da allora si sono trovate le soluzioni più disparate, trasferendo diverse aule a Poggiardo e nella vicina struttura di proprietà della Provincia denominata “Villa Anna“, a Santa Cesarea, ma il problema non è stato mai risolto del tutto.

Anche quest’ultima struttura è vittima della singolarità di questa situazione. Nel 2006, infatti, questo immobile nei pressi dell’istituto centrale, fu messo in sicurezza dalla stessa Provincia di Lecce che spese una cifra pari a 120mila euro, ma una volta ultimati i lavori, la struttura non fu mai restituita all’istituto.

“Villa anna, – sostengono alcuni docenti, – potrebbe rappresentare una soluzione temporanea in attesa che siano ultimati i lavori per il terzo e quarto lotto, solo che la Provincia preferisce pagare l’affitto presso altre strutture piuttosto che sfruttare gli immobili di sua proprietà. Tutto ciò è inspiegabile. Chiediamo che le Istituzioni lavorino in sintonia con la nostra scuola per creare sviluppo e strutture sempre più all’avanguardia. Disponiamo di laboratori d’eccellenza, abbiamo studenti provenienti da tutto il territorio, abbiamo rapporti con la Cina e l’Inghilterra (15 studenti lavorano a tempo indeterminato presso l’Hilton Hotel) e non disponiamo di una struttura, a Santa Cesarea, che inglobi tutti gli studenti in un’unica sede. Questa precarietà, – chiudono, – è davvero deleteria”.

Nel Marzo scorso perfino il segretario Provinciale del Pd, Salvatore Piconese, sollevò la questione chiedendo una convocazione urgente della seconda commissione consiliare – lavori pubblici – della Provincia di Lecce per chiarire la situazione del terzo e quarto lotto dell’Istituto “Aldo Moro”.

“Questa situazione rappresenta un problema serio, – sottolinea Piconese, – sia per l’organizzazione, sia per l’intera offerta formativa, entrambe fortemente penalizzate”.

L’augurio è che questa situazione venga risolta al più presto per dare la possibilità, ad un istituto d’eccellenza come l’alberghiero di Santa Cesarea, di operare per la formazione dei propri studenti rispettando, magari, quel principio di territorialità tanto elogiato da molti docenti.

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Chi è l'Autore

Cristian Rizzo

Nato il 17 Marzo 1981 a Poggiardo. Ha collaborato con la testata giornalistica Belpaese dal 2004 al 2006. Nel tempo la collaborazione si è estesa ad altri giornali locali di buona rilevanza. Si occupa principalmente di politica, cultura, sport e società.

1 commento

  1. La provincia ha chiesto recentemente (giugno 2013 credo) al Comune di S. Cesarea la disponibilità dei locali ex scuola elementare della frazione di Cerfignano, dove provvisoriamente è stanziato l’ Oratorio parrocchiale, e dal Comune gli è stato risposto picche. Ora, NON VOGLIO ESSERE POLEMICO e fermo restando la validità sociale di questa struttura parrocchiale che NESSUNO si è mai sognato di far chiudere come purtroppo alcuni, attraverso proprie “chiacchere da bar” tentano di giustificare le proprie azioni verso i concittadini ignari, ma anche nove classi dell’Istituto Alberghiero (circa 200 ragazzi, relativi insegnanti e personale ATA) hanno una non indifferente funzione sociale, se non di più, calcolando sia il tornaconto economico sul territorio ( penso ad una eventuale apertura di una cartolibreria per esempio, o ad un incremento di vendita dei carburanti o prodotti di genere alimentare ecc.) sia il fatto che molti dei comuni confinanti (Poggiardo, Ortelle ed Uggiano su tutti ) stanno cercando in tutti i modi, neanche tanto velatamente, di scippare al nostro Comune la titolarietà dell’Intero Istituto che tanto ha dato sul nostro territorio ed oltre, in termini di cultura in sè per sè ed opportunità di lavoro. Negarlo sarebbe come negare l’evidenza dei fatti. Dire una cosa contraria a questa vuol dire mentire sapendo di mentire. Quanti nostri concittadini si sono formati culturalmente hanno lavorato e continuano a lavorare (alcuni con grande profitto) grazie alla presenza sul nostro territorio dell’Istituto Alberghiero ? Per l’Oratorio c’erano diverse altre opzioni validissime ( ad esempio i locali in piazza di cui alla nostra curia ne è stata fatta donazione proprio per il caso specifico).

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