L’opposizione di popolo il valore aggiunto. Nasce Bla Bla TAP per il car sharing verso il presidio

In una piazza Sant’Oronzo gremita, si è tenuta ieri sera l’assemblea pubblica No TAP, con l’intervento di alcuni esponenti del Comitato No TAP, di diversi sindaci della provincia di Lecce e liberi interventi da parte di cittadini e attivisti.

Forse quella di ieri è stata la manifestazione più significativa, sia per l’ampia adesione di rappresentati istituzionali locali, sia per la forte partecipazione della popolazione, sia anche perché si svolgeva nel capoluogo, dove il tema del gasdotto in questi anni è stato marginale, mentre l’Amministrazione comunale ha sempre evitato di prendere una posizione chiara su TAP.
A ciò va aggiunto che il tema fa anche fatica ad entrare nel dibattito della campagna elettorale per le elezioni comunali di Lecce.

Ricordiamo inoltre che il Comune di Lecce non ha nemmeno presentato osservazioni sul progetto di gasdotto di Interconnessione TAP – SNAM, che dovrebbe attraversare anche il Parco del Rauccio. Una acquiescenza sostanziale, quella della Giunta guidata da Paolo Perrone, che ha un grosso peso politico, proprio come la mancanza di una posizione chiara su TAP.

Ed è proprio su questo punto che nell’assemblea di ieri si è battuto chiodo. La pressione dei cittadini però ha fatto sì che il sindaco, nella serata di ieri, si unisse all’appello rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché si arrivi alla sospensione delle operazioni.

Al momento i Comuni che non hanno aderito sarebbero quelli di Galatina, Parabita (entrambi sottoposti a Commissariamento) e Otranto.

Addirittura, per la prima volta nella storia del Comune di Sannicola, il capogruppo di opposizione ha indossato la fascia tricolore ed è intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione. Un fatto singolare che rimarca la trasversalità della lotta.

Chiaramente si è parlato di diversi aspetti della vicenda. Rispondendo agli equivoci che tv e stampa nazionale hanno creato, è stato sottolineato dai sindaci e dal Comitato che il problema non sono soltanto i 231 ulivi dell’area di cantiere e che la soluzione non è lo spostamento dell’approdo a Brindisi o in un’altra località più a nord.

La contrarietà è all’opera in toto, perché i dati sull’approvvigionamento del gas smentiscono la necessità di quest’opera, perché è dannosa per l’ambiente, il territorio e l’economia locale, non ci libera dalla dipendenza energetica dall’estero e alla fine la pagheranno i cittadini questa megaopera.

E’ stato rimarcato come il progetto è al momento sottoposto alla verifica di assoggettabilità a VIA, perché TAP ha presentato una variante progettuale, in quanto è stata scoperta la presenza di habitat marittimo protetto intorno all’exit point del gasdotto. Questo ha costretto la società a spostarlo ad una distanza maggiore dalla costa, con una profondità maggiore (129 metri).

Inoltre il sottosuolo dell’area del microtunnel e del pozzo di spinta è composto sostanzialmente da sabbia, argilla, materiale calcareo e cavità carsiche, che lo rendono inidoneo a sorreggere un’infrastruttura come un gasdotto. Allora perché tanta fretta nell’estirpare quegli alberi, se TAP è alle prese con ben altri problemi?

“Gli ulivi – sottolinea il sindaco Marco Potì – sarebbero solo la punta dell’iceberg. Per altro viene ricordato che gli ulivi non sono 200, come si sostiene spesso, ma ben 1900, solo per arrivare al terminale di ricezione (PRT, ndr)”.

TAP di per sé non è un’opera completa e ha bisogno di un’interconnessione che colleghi Melendugno a Brindisi, con un gasdotto che attraverserà due province e otto comuni, per ulteriori 56 chilometri, interessando circa 10mila ulivi.

Tutti concordi, amministratori locali e rappresentanti del Comitato, sulla necessità di accorrere in massa al presidio, soprattutto di notte, con le intenzioni più pacifiche, sottolineando che qualsiasi gesto violento porterebbe un vantaggio alla multinazionale.
Il sindaco Marco Potì, nel criticare l’informazione distorta che viene fornita da diversi media nazionali, stigmatizza l’affermazione di Nicola Porro vicedirettore vicario de “Il Giornale” e conduttore di “Matrix”, che ha definito cretini i No TAP, perché non vogliono un “tubo” (Porro ha equiparato il tubo di un acquedotto ad un gasdotto).

Io farei una pagina sui cretini dei No Tap. Per per 211 ulivi secolari non vogliono fare il TAP. Io li prenderei a calci in c*** questi che manifestano. Questo tubo – ha dichiarato Porro – porta il gas che volete voi ambientalisti, che non volete il carbone, il nucleare, gli inceneritori… avete rotto le palle!

Potì gli ha restituito la cortesia, chiamandolo cretino a sua volta, perché disinformato, invitando il giornalista a studiare invece di inveire contro la popolazione salentina. In effetti la conoscenza che dimostra di avere Porro della vicenda e del progetto di gasdotto, oltre che del territorio e delle persone che si oppongono a TAP, è degna di un becero qualunquismo da bar dello sport.

A ulteriore riprova che il gasdotto TAP non è un caso Ninby, vanno segnalati anche la solidarietà ed il sostegno che i No TAP stanno ricevendo da tutte le parti d’Italia, da tutti i movimenti per la difesa del territorio, e perfino dall’estero. In particolare, da Napoli, è intervenuto a Lecce Nicola, giovane attivista di Insurgencia, che ha portato il supporto degli attivisti campani: “I territori sono di chi li vive e non di chi li distrugge, non possiamo più accettare sciacalli e devastatori!”, ha dichiarato.

L’opposizione di popolo sta crescendo giorno dopo giorno ed è questa la forza in più che sta aiutando il comune di Melendugno e il Comitato No TAP nella lotta contro l’opera.

Per consentire alle tante persone che vorrebbero raggiungere il presidio ma non hanno il mezzo disponibile, è stato creato il gruppo facebook Bla Bla TAP. Si tratta di uno spazio gratuito dove è possibile chiedere o offrire un passaggio. In poche ore il gruppo ha raggiunto diverse centinaia di iscritti che continuano ad aumentare ora per ora.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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