L’appello del popolo No TAP alla Fondazione Notte della Taranta, nata per la promozione e la valorizzazione del territorio. Intervista al Presidente Massimo Manera, che non si sbilancia.

Si avvicina il concertone della Notte della Taranta a Melpignano, tappa conclusiva dell’evento itinerante nato per promuovere il territorio salentino, per recuperare la tradizione di questa terra e la minoranza linguistica che rischia di scomparire, quella “grìka”.

Questa manifestazione annuale, organizzata a partire dal 2010 dalla Fondazione Notte della Taranta, quest’anno si trova a dover affrontare una questione che potremmo definire “imbarazzante”.

A gran voce, infatti, il popolo No TAP chiede alla Fondazione di prendere una posizione sull’opera di gasdotto TAP, definita in un documento firmato dai Sindaci della provincia di Lecce (con esclusione del primo cittadino di Otranto) indirizzata ai Presidenti del Consiglio e della Repubblica, come un’opera che comporterebbe una “violenta e irreversibile ferita a questo territorio”.

La Fondazione dovrebbe farsi carico di affrontare la questione o dovrebbe evitare di occuparsene, lasciando semplicemente che si svolga lo spettacolo lasciando divertire il pubblico, senza creare momenti di riflessione, senza turbare la “quiete pubblica”, senza accendere lumi su questioni spinose?

L’idea (originaria) della Notte della Taranta non è (o non era) quella di fare mero intrattenimento, ma quello di promuovere, valorizzare, difendere il territorio e favorire la pace e l’incontro tra i popoli.

Tanto che la Fondazione è impegnata anche in attività di studio e ricerca, in collaborazione con l’Università del Salento.
Non si tratta dunque di attività asettiche, ma di un impegno concreto che può anche caratterizzarsi per attività e scelte che possono non essere condivise da tutti. Ma la ricerca di un’identità passa anche da scelte audaci, anche divisive, non solo da compromessi.

La tradizione è caratterizzata anche da lotte contadine e abusi, da situazioni di povertà e prevaricazione, oppressione sessuale, “questioni sociali” e “questione meridionale”, che hanno trovato spazio nei brani della tradizione salentina e che per il loro contenuto posso creare discussioni e dibattiti e che forse per questo faticano a entrare nel repertorio degli artisti che si esibiscono su piccoli e grandi palchi. Scelte che finiscono per ridurre la pizzica a mero intrattenimento e divertentismo.

Negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone che non si riconosce più in questo modello stereotipato di pizzica e tradizione e che crede che la Notte della Taranta abbia intrapreso una strada diversa rispetto ai suoi propositi iniziali.

Ora, con l’avvio delle operazioni di TAP, la pressione sulla Fondazione è ancora più forte.

Un attivista No TAP scrive su facebook:

“Dovrebbe la Notte della Taranta prendere finalmente posizione riguardo a Tap, visto che da sempre si dice attenta al territorio e al suo sviluppo? O per attenzione e sviluppo si fa riferimento alle multinazionali che devastano un territorio?

Dovrebbe, la NDT, concedere uno spazio informativo e un momento da quel palco ai comitati?

Devono gli artisti salentini che vivono di pizzica e tradizione salentina, prendere posizione e restituire a questa terra qualcosa dopo quanto preso e saccheggiato in campo culturale?

Dovrebbero, i giornali e opuscoli, rinunciare alla pubblicità di tap per poter dare un informazione corretta e senza l’ombra di uno sponsor che controlla?

Dovrebbero o la devastazione e la repressione, ancora oggi si presidia in forze il cimitero, di un piccolo paese non è qualcosa che interessa a loro? Melendugno ha bisogno di vivere con dignità o è un non luogo?

Dovrebbero!!! o è meglio comportarsi come quei sindaci che per ordine di scuderia non si presentano ai cortei e si pentono di aver firmato l’appello a Mattarella?

Io continuo a non servirmi di ditte e associazioni che collaborano con il malaffare Tap, e tantomeno a comprare i suoi giornali.”

Il post ha avuto seguito e adesioni da parte di altri utenti.

Abbiamo provato a parlarne con il presidente della Fondazione Notte della Taranta, Massimo Manera. [Leggi l’intervista….]

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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