Immagine - Il colloquio di lavoro - tagpress il giornale on line

Affrontare un colloquio di lavoro è cosa da tutti, ma affrontare un colloquio di lavoro in modo vincente non è cosa da poco. Si è scritto tanto su come affrontare il famoso momento in cui dei perfetti sconosciuti giudicano e decidono il futuro di un altro perfetto sconosciuto.

Il colloquio di lavoro spaventa chiunque, dal giovane studente appena diplomato ai veterani della ricerca di lavoro last minute. Non ci sono modi giusti e modi sbagliati per affrontare il nostro colloquio di lavoro. Quello che conta veramente sono grandi quantità di buonsenso, una buona dose di coraggio e poi lei, la fortuna. Ovviamente non tralasciamo la capacità di scansare alcuni errori che da soli bastano a farci tagliare fuori dalla rosa dei candidati più promettenti. Per evitarli è bene conoscerli e noi ve li presentiamo.

Chi ben comincia è a metà dell’opera: Puntualità.

Provate a presentarvi a un colloquio di lavoro in ritardo e trafelati. Nessun datore di lavoro vi riterrà affidabile, preciso, sicuro. Del resto Oscar Wilde diceva “non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta“.

Mi scusi per il ritardo” è una di quelle frasi che firmerebbe la vostra condanna a morte, o meglio, vi farebbe passare automaticamente agli ultimi gradini della classifica del candidato perfetto, dandovi un’aria insicura di sufficienza.

Bocciati!

Accettare un lavoro in attesa di una migliore occasione: pensalo, ma non dirlo.

Capita in un’epoca come la nostra in cui l’unica sicurezza è essere precari di dover accettare un impiego che non rispecchia al 100% il nostro profilo. Si sa, la famosa e sdoganata crisi ci costringe spesso ad improvvisare e spesso ci imbarchiamo in impieghi che per responsabilità e caratteristiche non fanno proprio per noi o che non rispecchian le nostre aspettative. Il compromesso ,di questi tempi, è un’arte sopraffina. L’importante è non sbandierare questi pensieri in sede di colloquio. Sostenete il vostro colloquio come se il lavoro per cui vi state candidando fosse il sogno della vostra vita da bambini. Fate buon viso a cattivo gioco, sì, ma in modo professionale. Non è detto poi, invece, che non scopriate una vera passione per quello che doveva essere un lavoro transitorio!

Il mio vecchio capo era un perfetto idiota!

Mai parlare male del vecchio boss in sede di colloquio. Se c’è qualcosa che proprio non si vuole sentire durante un colloquio di lavoro sono le frecciatine rivolte al precedente datore di lavoro.

Perciò mettete da parte battutine al vetriolo, anche se oggettivamente il vostro ex boss era un incompetente. Nervi saldi e bocca chiusa. Non siete nel salotto di un talk show!

Ciò che passa nella testa del vostro interlocutore al momento di un giudizio negativo sul vostro ex capo è che un domani, se ve ne andaste, potreste ripetere quella scena da un’altra parte. Inoltre vi farebbe passare per persone che non sanno lavorare in squadra, ipercritiche e rancorose.

Non ho esperienza, ma posso imparare.
Il vostro curriculum vitae spesso parla al vostro posto. Non bisogna ovviamente millantare competenze che non avete: non solo è illegale, ma serve solo a prendere in giro voi stessi.

Verreste infatti scoperti sul campo. In sede di colloquio, però, non ammutolite sulla mancata esperienze e non balbettate in cerca di motivare le vostre mancanze. Piuttosto, giocate al rilancio spiegando che avete molte competenze simili a quelle che i vostri possibili datori di lavoro stanno cercando. Dimostrate di essere curiosi, entusiasti di conoscere, imparare e affrontare le difficoltà.

Lavorare gratis? Non ci sono mica i saldi!

Non svendetevi a ogni costo. Accettare la proposta di iniziare uno stage non retribuito è una decisione da non prendere a cuor leggero. Se siete giovani e alle prime armi può effettivamente essere una chance per muovere i primi passi. La cosa migliore è però informarsi il più possibile sulla realtà in questione e cercare di capire se dopo il periodo di tirocinio avrete la possibilità di essere assunti o meno.

Se avete già esperienza accettare un lavoro gratis significa che per primi non credete nelle vostre capacità e difficilmente la vostra condizione di impiegati a costo zero muterà con il tempo.

Sono multitasking.

Mettere sul piatto tutte le vostre competenze va benissimo, ma qualunque sia il vostro valore professionale lasciate che sia l’azienda per cui vi state candidando a farvi una proposta. I reclutatori solitamente giocano a ribasso, ma se avete le caratteristiche che stanno cercando, conoscendo prima la loro proposta potrete trattare fino a ottenere quello che volete. O quasi. C’è un limite oltre il quale non ci si deve spingere per non innescare una dinamica di sfida che può concludersi con una caccia alle streghe. Se il posto vi piace e l’offerta iniziale è buona, vedrete che lavorando e dimostrando quello che valete il resto verrà da sè.

Mi sta squillando il cellulare. Chiedo scusa.

Evitate assolutamente le distrazioni. Lasciare il cellulare acceso durante il colloquio non ha giustificazioni. Indisporrà i vostri interlocutori e darà loro l’impressione di avere davanti un candidato molto superficiale. Perciò attenzione: resistete alla tentazione di lasciare acceso il cellulare per non perdere le notifiche Facebook in tempo reale.

Masticare una gomma ti fa sembrare un ruminante.

Secondo le regole del bon ton non è di certo di gran classe ruminare un chewin-gum mentre si parla. A maggior ragione ruminare durante un colloquio di lavoro vi farà sembrare scialbi e indisponenti. Provate a passare una giornata al pascolo con delle mucche! Sarà proprio quello che proveranno i reclutatori nel vedere un esercito di candidati nervosi che masticano rumorosamente. Quindi tre respiri profondi prima del colloquio saranno meglio di una gomma da masticare americana che sa di salvia!

Mi sono candidato, ma…
Siete arrivati alla fine di un faticoso iter di selezione e all’improvviso scoprite che la posizione per cui vi state candidando non è esattamente quella descritta inizialmente. Calma e sangue freddo! Non perdete la calma e
 non opponete un fermo diniego lamentandovi anche per il tempo che avete perso. Riflettete, e se anche decideste di non accettare, fatelo cortesemente, spiegando con chiarezza le vostre ragioni, senza rancore. In questo modo dimostrerete di essere persone riflessive, equilibrate, con una percezione corretta di voi stessi e delle vostre possibilità e non è detto che non siate dirottati su un’altra posizione aperta o richiamati successivamente per un ruolo più adatto a voi.

Oltre a questo abbiamo detto che ci vuole un’altra componente, ossia la fortuna. Perciò evitate scale, specchi rotti, gatti neri e ombrelli aperti prima di un colloquio. Non si può mai sapere!

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Chi è l'Autore

Nata il 23 maggio 1986 a Maglie, è laureata in Comunicazione Linguistica Interculturale e Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale, presso l'Università del Salento. Ha scritto per il giornale del Ginnasio Liceo Francesca Capece di Maglie, Mai dire Capece. Successivamente ha collaborato con la testata locale Belpaese, con la web radio dell’Università del Salento e con le testate Tribuna del Salento e Il Gallo. E' iscritta dal 2009 all’Albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Vanta numerose esperienze di studio e professionali all'estero. Si occupa principalmente di territorio, turismo, intercultura, cinema, viaggi, miti e leggende locali e non.

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