Scacco al Re dello Stato Italiano agli sprechi pubblici e alle infrastrutture mai andate in porto. Lo chiarisce una nota della Regione Puglia che in questi giorni, su comunicazione del Servizio Lavori Pubblici, dovrà adoperarsi per segnalare le opere incompiute al fine di garantire l’assolvimento degli obblighi normativi da parte delle amministrazioni di ambito regionale.

L’art. 44-bis del decreto-legge 6 dicembre del 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’elenco-anagrafe delle opere pubbliche incompiute. 

Il suddetto elenco ha l’obiettivo di coordinare tutti i dati in possesso delle amministrazioni statali, regionale e locali, in modo da individuare gli sprechi strutturali disseminati nel nostro territorio, e di trovare possibili soluzioni per l’utilizzo delle opere, attraverso il loro completamento, anche per finalità diverse da quelle originariamente previste. Per fini sociali per esempio.

La sezione dell’elenco relativa alle opere incompiute di interesse nazionale è pubblicata sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; la sezione dell’elenco relativa alle opere incompiute di interesse regionale e degli enti locali è pubblicata su appositi siti predisposti ed attivati dalle Regioni e dalle Province autonome ai sensi del DM 6 aprile 2001, a cura degli Osservatori regionali dei contratti pubblici ovvero da altri uffici regionali allo specifico scopo preposti. 

Non solo la Regione Puglia dunque, che già collabora con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute, ma anche le locali amministrazioni Comunali dovranno assolvere gli obblighi del Decreto 42/2013 e comunicare tutte le opere incompiute del territorio di propria competenza.

L’elenco anagrafe delle opere incompiute potrebbe essere un ottimo sistema per risolvere definitivamente l’annoso problema degli sprechi pubblici. Troppi nel nostro territorio e nel sud Italia. Un cancro per la nostra società se consideriamo che, di infrastrutture mai realizzate o in stato di abbandono, ce ne stanno circa 320 nel belpaese, la maggior parte delle quali in Sicilia. Il completamento di tali opere e il rilancio di infrastrutture per finalità sociali, sarebbe un primo sostanziale passo per dare prestigio ad un paese ormai in fase di sviluppo come l’Italia.

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Chi è l'Autore

Cristian Rizzo

Nato il 17 Marzo 1981 a Poggiardo. Ha collaborato con la testata giornalistica Belpaese dal 2004 al 2006. Nel tempo la collaborazione si è estesa ad altri giornali locali di buona rilevanza. Si occupa principalmente di politica, cultura, sport e società.

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