L’organizzazione mondiale che si batte a tutela della fauna e della flora marina visita i fondali di San Foca e si unisce a lotta No TAP.

Il movimento No TAP ha nuovi alleati e sono i volontari di Sea Shepherd Italia, la sezione italiana dell’organizzazione mondiale Sea Shepherd Conservation Society, fondata nel 1977 da Paul Watson, già cofondatore di Greenpeace, con l’obiettivo di salvaguardare la fauna ittica e degli ambienti marini.

Un gruppo di volontari, dunque, con l’aiuto di alcuni cittadini di Melendugno, hanno effettuato delle immersioni nelle acque di San Foca, zona San Basilio, dove è previsto l’approdo del gasdotto TAP, per verificare l’habitat marino e quelle che potrebbero essere lo conseguenze dell’infrastruttura su di esso.

La presenza di fanerogame marine protette (come cymodocea nodosa e posidonia oceanica, che costituiscono ecosistemi protetti dalla Convenzione “Rete Natura 2000” dell’Unione Europea) era stata già oggetto d’esame da parte dei tecnici dell’ARPA. La loro attività ha portato al rilevamento di ampie praterie di posidonia e una minore presenza di cymodocea.

TAP ha sempre sostenuto che la presenza di questa vegetazione fosse sporadica e che proprio per questo San Foca sarebbe stata scelta come approdo a minor impatto ambientale.
Le rilevazioni di ARPA avevano in sostanza minato il fondamento delle ragioni di questa scelta.
Per questo motivo la Regione ha chiesto una nuova valutazione di impatto ambientale del progetto TAP relativamente all’approdo, che è la parte più delicata e complessa dell’intera opera.

A quello di ARPA Puglia ora si aggiunge un ulteriore parere, da parte di un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro, che sebbene non abbia valore giuridico ha comunque un suo peso. E l’analisi effettuata è molto severa.

“La messa in opera del TAP – dichiarano i volontari di Sea Shepherd Italia – non solo andrà a deturpare il territorio ma metterà in serio pericolo l’ecosistema costiero e la vita di numerose specie marine che popolano questi splendidi fondali. Il progetto prevede lo scavo di una trincea lunga un centinaio di metri e la posa di un terrapieno di oltre duecento metri proprio sul fondale marino, a poca distanza dalla battigia.

Il rischio di far sparire le praterie di fanerogame della zona, per un ingente tratto costiero, è elevatissimo con conseguente devastante alterazione e distruzione definitiva del delicato ecosistema che esse compongono.”

sea shepherd san foca - tap

Foto: SeaShepherd.it

In particolare, i “pastori del mare” avrebbero documentato che l’exit point (il punto di interramento del gasdotto) previsto da TAP in progetto non sorge alla distanza minima prescritta di 50 metri dalle praterie, ma a pochi metri.

Il decreto di compatibilità ambientale rilasciato a TAP prevede tra le varie prescrizioni una distanza minima di 50 metri dalle praterie di fanerogame marine, in modo che l’infrastruttura non interferisca con l’habitat. Ma questa condizione, secondo i rilevamenti di Sea Shepherd, non sarebbe soddisfatta.
Il tutto è stato documentato con foto e video, mentre il percorso seguito dai sommozzatori è stato seguito con l’aiuto di boe e precisi segnalatori GPS.

“L’esito della risultanza – concludono i volontari – dimostra chiaramente che la prescrizione all’autorizzazione non è stata rispettata nel progetto. Sea Shepherd Italia rimane disponibile a condividere tutte le informazioni con chiunque lo richieda e ad accompagnare nella stessa immersione chiunque voglia verificare. I volontari – concludono – rimarranno a vigilare costantemente per il rispetto della legge e a protezione della vita nel nostro mare.”

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.
Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

3 commenti

  1. azzzz……… la posidonia !! azzz….. la cymodocea nodosa !!! Perché la sezione italiana dell’organizzazione mondiale Sea Shepherd Conservation Society, fondata nel 1977 da Paul Watson, già cofondatore di Greenpeace, non ci mostra i bilanci degli ultimi 3 anni ? E perché il gruppo di volontari e alcuni cittadini di Melendugno, non ci mostrano la denuncia redditi degli ultimi 3 anni, magari corredata con il saldo del conto titoli ? Attendiamo………

    • Cosimo Quaranta on

      E come diceva Papa Cagliazzu in uno dei suoi più famosi aneddoti…
      “e cosa c’entra il culo con le quattro tempora???”

    • Sig. Antonio, visto che conosce i bilanci di Sea Shepherd e i redditi e il portfolio dei titoli dei volontari melendugnesi (lavora per il Fisco?), perché non ci fa un quadro della situazione e non ci spiega il nesso tra bilanci, redditi e posidonia?
      Io sono curioso e lei dimostra di saperla molto lunga. Ci illumini, la prego

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