Il collegio difensivo ha chiesto il dissequestro della baia di Porto Miggiano e l’assoluzione degli imputati nel processo per i lavori di consolidamento.

Sarà pronunciata il 24 ottobre la sentenza del processo che riguarda i presunti illeciti compiuti durante i lavori di consolidamento della baia di Porto Miggiano.

Il collegio difensivo ha chiesto l’assoluzione di tutti gli imputati e il dissequestro della baia. Secondo la difesa, il progetto sarebbe stato rispettato nei minimi dettagli, in ottemperanza della Legge.

I lavori di consolidamento della baia iniziarono nell’autunno del 2011 per terminare nel 2013. Poco tempo dopo, il 20 marzo 2013, la spiaggia di Porto Miggiano fu posta sotto sequestro probatorio, mutato poi in preventivo. I sigilli sono da sempre stati violati dai bagnanti, nonostante l’accesso alla cala sia stato bloccato con recinzioni e blocchi di cemento.

Le accuse mosse a vario titolo dalla PM Elsa Valeria Mignone sono di lottizzazione abusiva, falso ideologico in atto pubblico, distruzione e deturpamento delle bellezze naturali con l’aggravante di aver reso più a rischio l’area con gli interventi di consolidamento.

A queste si somma l’accusa di aver sfruttato i fondi destinati al consolidamento per scopi di altra natura, quali la realizzazione di “una rozza spianata” sovrastante la baia, da adibire, secondo l’accusa, a parcheggio.

Le richieste di condanna vanno dagli 8 mesi ad un anno di reclusione. I legali difensori hanno respinto ogni accusa.

 

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Chi è l'Autore

Alberto Pizzolante

Ho 20 anni, sono un appassionato di politica, musica e arte in genere. Studio filosofia presso l'università "Vita-Salute" San Raffaele di Milano.

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