In base ai dati pubblicati da ARPA Puglia a San Foca la posidonia oceanica non sarebbe sporadica, come sostenuto da TAP.

Sono stati pubblicati i dati preliminari delle indagini condotte dall’Agenzia ARPA finalizzate alla valutazione dello stato ambientale delle fanerogame marine nei pressi dell’exit point (e zone limitrofe) del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP).

prateria fanerogame san focaSi tratta di un aspetto certamente non di poco conto, dal momento che TAP ha sempre dichiarato di aver scelto San Foca tra tutte le alternative di approdo in quanto priva di una significativa presenza di posidonia oceanica, a differenza di altri siti.

La posidonia oceania e la cymodocea nodosa sono delle piante acquatiche che hanno un ruolo importantissimo per l’ecosistema marino, per la qualità delle acque e per la protezione delle coste dalle erosione.

Le praterie di posidonia ospitano molti organismi animali e vegetali, i quali si nutrono anche attraverso di esse e trovano protezione grazie a queste piante.
La loro presenza è un indicatore della qualità delle acque.

Anche la cymodocea nodosa ha un ruolo importantissimo nell’ecologia, in quanto crea le condizioni affinché altre piante (come la stessa posidonia) possano insediarsi e riprodursi. Inoltre le sue foglie ospitano altre piante acquatiche e costituiscono un ambiente ospitale per la riproduzione di molte specie di pesci.

Si tratta di habitat tutelati per la loro importanza e per quanto riguarda nello specifico il progetto di gasdotto TAP, l‘autorizzazione unica impone una che l’exit point delle tubazioni sottomarine (il punto in cui il tubo verrà interrato nelle acque di San Foca) deve tenersi ad una distanza minima di 50 metri dalle praterie.

indagini fanerogame san foca tapARPA Puglia nei giorni 14 e 15 giugno 2017 ha condotto delle indagini sui fondali di San Foca, con una squadra composta da personale della Direzione Scientifica e del DAP di Bari, con il supporto nautico della Guardia di Finanza – ROAN (Nucleo Sommozzatori BA-TA e Sezione Operativa Navale di Otranto).

La finalità dell’attività era quella di raccogliere dati utili ad una “valutazione dello stato ambientale (in termini di presenza, densità ed eventuale qualità ambientale) delle fanerogame marine in prossimità dell’exit point del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP)”.

L’Agenzia rende noto, tramite la relazione finale, che il piano di indagine è stato elaborato anche sulla base del documento prodotto e trasmesso da TAP, denominato “OPL00-C5577-160-Y-TRS-0004 “FANEROGAME MARINE RISULTATI CAMPAGNA DI MONITORAGGIO GIUGNO – LUGLIO 2016”.

L’attività di indagine è stata suddivisa in fasi. La Fase A ha riguardato verifiche nella zona di mare tra l’exit point e la linea di costa; la Fase B si svolgerà solo nel caso di assoggettamento a VIA del progetto di costruzione del microtunnel (TOC), in un’area di studio nell’intorno dell’exit point della TOC.

A tal proposito ricordiamo che TAP ha presentato lo scorso anno una variante progettuale e contestualmente la richiesta di verifica di assoggettabilità a VIA di questa variante. Dunque la Fase B di indagine verrà effettuata se i tecnici del Ministero decideranno che sarà necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale per la parte del progetto interessata dalla variante.

mappa transetti costa san foca posidonia oceanicaUna ulteriore indagine è stata effettuata in un’area più prossima alla costa, dove sono stati posizionati 9 transetti/poligoni, delle dimensioni di 30 metri x 50 metri ciascuno.

E’ stata riscontrata la presenza di posidonia oceanica nei transetti 1, 2, 3, 8, 9 (v. tabella), mentre transetti 4, 5, 6, 7 è stata invece rilevata la sporadica presenza di cymodocea nodosa.

Oltre a valutare la copertura dell’habitat e la densità delle piante, verranno effettuate delle analisi su dei campioni prelevati da alcune piante nei laboratori del DAP.

Il progetto di gasdotto TAP non può interferire con le praterie di posidonia oceanica e cymodocea nodosa e la riscontrata presenza di queste praterie da parte di ARPA potrebbe condizionare l’esecuzione dell’opera.

Già in passato il Comitato No TAP aveva segnalato la presenza di queste praterie, che renderebbero il sito incompatibile con l’opera TAP. Anche il Consigliere regionale Antonio Trevisi (M5S) era intervenuto in merito, sostenendo che l’autorizzazione ministeriale dell’opera fosse basata su una cartografia regionale errata.

La società, dal canto suo, aveva sempre minimizzato questo aspetto, sostenendo che la presenza di queste piante fosse sporadica. Le indagini di ARPA sembrano però dimostrare il contrario.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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