Ancora una volta è lo Stato a scavalcare la Regione sulla questione TAP. Decisivo Lo Presti, quello che disse “Cerchiamo di fare una porcata… che almeno sia leggibile…”

I 231 ulivi dell’area di cantiere TAP, si possono spostare. Lo ha deciso il Ministero dell’Ambiente, con una lettera firmata dal Direttore generale Giuseppe Lo Presti, fresco di nomina da parte del Ministro Gian Luca Galletti.

La Regione Puglia, nell’ambito delle verifiche di ottemperanza alle prescrizioni imposte al progetto TAP, aveva approvato solo parzialmente il progetto esecutivo relativo alle opere di mitigazione ambientale e i ripristini per i lotti 1 e 1b, quelli interessati dalla realizzazione del micro tunnel.

Secondo quanto deciso dalla Commissione Tecniva di VIA, i lavori avrebbero dovuto iniziare da località San Basilio (a San Foca), con la realizzazione del pozzo di spinta e del micro tunnel. Ma per la preparazione dell’area di cantiere è necessario spostare 231 alberi di ulivo, da stoccare in un altro sito idoneo per tutta la durata dei lavori, salvo essere ripiantati nel luogo originario a lavori ultimati.

I competenti organi regionali non hanno però ha ritenuto adeguato il progetto esecutivo di TAP e quindi non hanno considerato la prescrizione come soddisfatta. Ragion per cui gli alberi non si sono potuti muovere da lì e TAP non ha potuto avviare i lavori entro il termine ultimo assegnato, che coincideva con il 16 maggio 2016.

L’autorizzazione unica sarebbe quindi decaduta, ma per il Ministero dello Sviluppo economico non c’è problema. E così l’autorizzazione continua a rimanere in piedi.

Tornando alla questione dei 231 ulivi, secondo un parere dell’Arpa (Agenzia regionale per la Protezione ambientale) ci sono dubbi sulla sopravvivenza degli ulivi nelle operazioni di espianto e impianto.

Ma per il Ministero dell’Ambiente va tutto bene. Con lettera firmata dal nuovo Direttore generale Giuseppe Lo Presti, nominato poche settimane fa dal Ministro Gian Luca Galletti, indirizzata alla Regione e, per conoscenza, a TAP, al Comune di Melendugno, all’Arpa, all’Ispra e al MISE, è stata prospettata l’ipotesi di superare l’opposizione della Regione.

Già in occasione del rilascio dell’autorizzazione unica, il Consiglio dei Ministri superò l’opposizione della Regione e del Ministero dei Beni culturali. Anche in questo caso si prospetta il via libera a TAP anche contro il consenso della Regione.

Secondo il Direttore Lo Presti, le condizioni previste dalla prescrizione A 44 vanno considerate soddisfatte e non ci sarebbero ostacoli all’espianto e allo spostamento degli ulivi.
Gli organi regionali hanno 10 giorni per presentare osservazioni e controdeduzioni alla lettera di Lo Presti, decorrenti dalla data di notifica. Se il Ministero non riterrà rilevanti le risposte della Regione, si darà il via libera a TAP.
Già da novembre potrebbero partire le operazioni di espianto.

Giuseppe Lo Presti e la “porcata” per Tirreno Power a Novi Ligure

A qualcuno che non ha la memoria corta non è passato inosservato il nome di Giuseppe Lo Presti. Lo Presti non è stato mai indagato, ma le parole pronunciate mentre era sotto intercettazione sono particolarmente pesanti.

La magistratura e i carabinieri del NOE indagavano sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, responsabile secondo gli inquirenti della morte di oltre 440 persone. Le indagini avrebbero rilevato omissioni e mancati controlli da parte delle istituzioni competenti (Ministero dell’Ambiente, MISE, Regione) per favorire la riapertura della centrale (di cui è socio anche De Benedetti), che nel frattempo era stata messa sotto sequestro.

Giuseppe Lo Presti, all’epoca, era un dirigente della divisione che si occupa del rilascio della Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Nel suo ufficio, come in quello del collega Antonio Milillo, i carabinieri avevano inserito delle cimici.

Le intercettazioni, pubblicate a luglio 2015, pizzicano i due a parlare di una legge creata ad hoc per favorire la centrale che loro avrebbero dovuto  sistemare. Lo Presti avrebbe pronunciato testuali parole: “Cerchiamo di fare una porcata, almeno che sia leggibile. Fra un’ora il ministro andrà a parlare con l’altro ministro e devono mettersi d’accordo… hanno scritto questa, che però va sistemata…”.

Il testo della legge (che però non fu ai approvata) fu proposto da persone al vertice del Ministero per lo Sviluppo Economico e inviato, informalmente, al Ministero dell’Ambiente.

Lo Presti la definisce come “una porcata che pulita non potrà mai essere”, che, secondo Milillo, fa sentire “le mani lorde di sangue”.  Lo Presti dice ancora: “Abbiamo una porcata da fare in trenta minuti, scritta da loro, dallo Sviluppo Economico. Mi sputerei in faccia da solo. Stiamo scrivendo un’altra norma porcata… c’ho un conato”.

Nessun fatto a rilevanza penale è stato contestato a Lo Presti, ma questioni di opportunità politica e trasparenza, in un Paese serio, avrebbero suggerito provvedimenti negativi nei confronti di questo dirigente. E invece, come spesso accade dalle nostre parti, è stato premiato fino a diventare Direttore generale. Ed è sua la firma della missiva che manifesta l’intenzione di sbloccare TAP, scavalcando i pareri della Regione.

Il commento di Gianluca Maggiore, del Comitato No TAP: “L’uomo della “porcata” di Vado Ligure a pochi giorni dalla nomina vuole sbloccare il gasdotto tap il #gasdotto #tap bypassando comune e regione”.

Fonti: LaStampa, Repubblica,

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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