Il presidente della società italiana di Meteorologia Luca Mercalli ribadisce la propria posizione sul gasdotto TAP. Per il meteorologo bisogna insistere sulle rinnovabili e sulla riduzione dei consumi energetici.

La questione del gasdotto TAP è entrata ormai a far parte del dibattito nazionale, sotto diversi aspetti, politico, economico, ambientale e, non ultimo, quello strategico.

Nonostante sia stata dichiarata dal Governo come opera a carattere strategico nazionale, non sono pochi gli esperti che hanno demolito e smontato i presupposti di questa definizione. L’ultimo in ordine cronologica è stato Luca Mercalli, presidente della società italiana di Meteorologia, noto al grande pubblico per aver partecipato alla trasmissione “Che tempo che fa?” e per aver condotto “Scala Mercalli”.

Luca Mercalli

Luca Mercalli

Il meteorologo sostiene senza mezzi termini che un “nuovo gasdotto è inutile”, riferendosi non solo a TAP ma a qualsiasi altra opera simile, almeno se si intende favorire la transizione verso le rinnovabili, come già stanno facendo altri Paesi (soprattutto nel nord Europa) e come gli ultimi governi hanno dichiarato di voler fare.

Mercalli è intervenuto ieri al Festival dell’Acqua 2017, a Bari, affermando che occorre “diminuire fortemente l’uso di energia fossile” aumentando l’efficienza energetica, “quindi con il consumare di meno e con la transizione alle energie rinnovabili, passando di più al solare, all’eolico, alle biomasse, all’idroelettrico“. “Se si guarda a questa visione a lungo termine, un nuovo gasdotto è inutile”.

“Preferirei – ha concluso – lavorare sulla riduzione della necessità di energia fossile dell’intero Paese e utilizzare i gasdotti che già ci sono per questo momento di transizione”.

Già in occasione del Festival del Cinemambiente (Environmental Film Festival 2017), tenutosi a giugno, Mercalli aveva affermato con forza questo concetto. In una video intervista rilasciata a margine dell’evento, pubblicata dal Presidio No TAP, aveva dichiarato a proposito del gasdotto:

“Manca una visione strategica su questo genere di opere. Questo Paese deve ridurre il proprio consumo energetico, non aumentarlo. Dobbiamo passare più rapidamente possibile verso le energie rinnovabili, dobbiamo ridurre le emissioni di gas a effetto serra provenienti proprio dalla combustione di un materiale fossile, di cui fa parte anche il metano (carbone, petrolio, gas naturale).

Allora perché incrementare l’arrivo di combustibile fossile in un Paese che invece dovrebbe ridurlo? Solo con l’efficienza energetica fatta a tappeto e con una maggiore introduzione di energie rinnovabili noi possiamo chiudere un gasdotto, non aprirne un altro.”

Anche il geologo Mario Tozzi, già conduttore di “Gaia – Il pianeta che vive”, ospite ad aprile della rassegna “Poggiardo Incontra”, aveva bocciato il progetto TAP.

Per Tozzi, “dal punto di vista strategico, investire ancora in idrocarburi fa francamente un po’ ridere”, aggiungendo che “oggi l’Italia produce il 30-35% del proprio fabbisogno elettrico per vie rinnovabili. Ora, se consideriamo che l’obiettivo è quello di raggiungere il 50%, allora la restante metà dovrebbe essere prodotta con il gas; per far questo, però, occorre eliminare tutto il carbone e l’olio combustibile, ma ciò non è ancora avvenuto; appare quindi evidente come non sia poi così necessario approvvigionarsi di altro gas, considerando che, proprio dal punto di vista strategico, il gas, come tutti gli idrocarburi è soggetto a finire“.

Il geologo aveva parlato dei problemi di tipo idrogeologico legato all’interramento delle tubazioni. “Questi tubi – sostiene Tozzi – dovranno essere interrati con conseguenti problemi di natura idrologica, legati all’acqua molto profonda del Salento a causa della sua natura carsica. Non realizzare il gasdotto qui avrebbe rappresentato un’opera di buon senso”.

Fonti esterne:
Ansa
Videointervista Presidio NoTap

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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