La magistratura vuole verificare se ci siano fatti di rilevanza penale nell’ambito della procedure che ha portato il rilascio del decreto di compatibilità ambientale del gasdotto TAP. Intanto la multinazionale boccia approdi alternativi.

tribunale

Hanno dato i primi frutti gli esposti presentati nei mesi scorsi presentati dal Comitato No TAP alla Procura di Lecce, all’Autorità anticorruzione e alla Procura di Roma. Proprio quest’ultima ha ritenuto di particolare interesse quanto rappresentato nell’esposto.

Infatti il PM Maria Letizia Golfieri, della suddetta Procura, ha aperto un’inchiesta sulle procedure adottate dal Ministero dell’Ambiente nella valutazione di impatto ambientale che ha portato all’emanazione del decreto di compatibilità ambientale dell’opera di gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline), con approdo previsto a San Foca.

Il PM nelle scorse settimane ha disposto per rogatoria l’audizione degli estensori dell’esposto, con incarico assegnato ai carabinieri della Stazione di Melendugno, per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Alla luce di quanto emerso, il magistrato ha quindi ritenuto di dover aprire un fascicolo di indagini.

Nell’esposto, tra le altre cose, si legge che «emergono inquietanti profili che mettono seriamente in dubbio la trasparenza dell’intera procedura di VIA: documenti integrativi di rilevante portata trovano ingresso formale nel procedimento amministrativo con atto recante Prot. DVA-2014-0012495 del 30.04.2014 pervenuto presso l’autorità competente tramite uno scambio di mail tra una dipendente di E.ON Italia S.p.A., un consulente della commissione VIA del MATTM ed una dipendente presso l’ufficio protocollo del MATTM».

«Il tutto – continua – desta perplessità ancora maggiori se si pensa che tale scambio di documentazione è riferito proprio all’istanza del 17.04.2014, esattamente la data in cui la Commissione Tecnica di Verifica nel Parere n. 1596 del 29.08.2014 e il MATTM nel Decreto VIA D.M. 0000223 del 11.09.2014 attestano l’avvenuta ricezione della medesima documentazione da parte della Direzione.esposti contro TAP, procedura di via tap chiarezza. Gli organi del MATTM, dunque, sorvolano sia sulle modalità “riservate ed esclusive” di deposito delle integrazioni richieste che sui protocolli di ingresso».

Un’altra anomalia denunciata dal Comitato riguarderebbe il rapporto di notifica di Posta Elettronica Certificata, datato 29 aprile 2014, con oggetto “Trasmissione documentazione integrativa in relazione alla procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 23 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. in riferimento al progetto”. L’email presentava il timbro ministeriale recante la data del 29 aprile, ma è stata protocollata il 2 maggio (n. DVA-2014-12533 del 02.05.2014).

Secondo l’esposto non c’è dubbio che si tratti della stessa documentazione per la quale «la Commissione Tecnica di Verifica e il Ministero hanno attestato essere stata ricevuta da parte della Direzione in data 17.04.2014».

In generale sono state manifestate perplessità la mancanza di chiarezza sulle date, sui timbri apposti, sui soggetti intervenuti nelle comunicazioni con i dipendenti del Ministero.

Su alcuni di questi aspetti anche il senatore otrantino Dario Stefàno presentò un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il quale nello scorso gennaio rispose ufficialmente difendendo l’operato del suo Ministero.

Intanto da TAP fanno sapere che l’unico sito possibile per la realizzazione del gasdotto è San Foca. La dichiarazione fa seguito alla documentazione presentata mercoledì scorso dalla Regione Puglia nell’ambito della conferenza di servizi finalizzata al rilascio dell’autorizzazione unica, con cui sono state presentate tre ipotesi alternative di approdo: Casalabate, Torchiarolo e Brindisi Porto. Secondo TAP la Regione sarebbe fuori tempo massimo.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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