Segnalazioni di cittadini da diverse parti del Salento parlano di concentrazione di fumi aria irrespirabile e malesseri. Accade quotidianamente da qualche settimana. I controlli latitano.

Da qualche settimana da più parti nel Salento stanno arrivando segnalazioni da parte di cittadini che lamentano aria irrespirabile dovuta a fumi di combustione, che provocano fastidiosi malesseri, tra cui emicranie, disturbi alla gola e alle vie respiratorie. Così gli abitanti si vedono costretti a sbarrare porte e finestre.

Non è del tutto chiara la provenienza di questi fumi, così come la materia bruciata. Una delle prime segnalazioni è giunta da Giuggianello e dintorni, confermata a Poggiardo a Muro leccese. Inizialmente è stato additato l’impianto di trattamento rifiuti di Poggiardo, che già in passato è finito tra le polemiche le sue emissioni fastidiose e maleodoranti , ma che in questo caso non sembra esserne il responsabile. C’è chi sospetta che vengano bruciati degli pneumatici o comunque materiale plastico in qualche sito non ben individuato, ipotizzando quindi smaltimento illecito e incendio di rifiuti.

Tuttavia l’origine di questi fumi sembra riconducibile all’attività di diversi contadini, soprattutto proprietari di uliveti, impegnati nelle attività di potatura degli alberi e di pulitura dei terreni, i quali avrebbero deciso di bruciare gli scarti di vegetazione sul posto.

Da alcuni sopralluoghi e dall’osservazione del fenomeno nei diversi giorni, possiamo dire che questi fumi sono avvertiti in particolar modo, sia a livello visivo che olfattivo, nelle aree più prossime agli uliveti e non sono affatto circoscritti. Ad esempio è possibile percorrere la circonvallazione Maglie – Poggiardo, proseguire verso Spongano, Andrano, Tricase, Corsano, Tiggiano, ecc…, costeggiando gli uliveti sempre accompagnati dalla visione di questi fumi e dall’odore acre.

Stesso discorso vale se si percorre la Maglie – Leuca, oppure se si procede nelle zone di Casarano, Ugento, Melissano e dintorni, nelll’hinterland galatinese, nella zona compresa tra Cavallino e San Donato, da cui sono giunte diverse segnalazioni.
Presumibilmente è l’intero territorio salentino ad esserne interessato.

La denuncia in Procura

Il movimento politico “Progetto per San Cassiano” alla fine del mese di settembre ha presentato una denuncia presso la Procura di Lecce a causa delle “costanti e forti emissioni maleodoranti che da diverso tempo interessano San Cassiano. Queste maleodoranze – scrivono -, che spesso si manifestano come una cappa fumosa che avvolge il paese, sono diventate una fastidiosa e costante presenza e causano un impatto negativo sulla qualità dell’aria del territorio.”

“Dal tramonto all’alba”

Le emissioni iniziano generalmente nel tardo pomeriggio, ma il fumo, o comunque le particelle volatili della combustione, ristagnano quasi per tutta la notte, complice il clima che caratterizza il nostro territorio.

Dai punti sopraelevati è possibile scorgere delle cappe di fumo provenienti dagli uliveti. Solo nei giorni di pioggia è possibile avere un po’ di tregua.

In molti casi si riesce a scorgere i roghi accesi dai contadini nelle loro campagne per smaltire fogliame, ramaglie, sterpaglie.
Queste operazioni condotte in contemporanea da migliaia di contadini in tutto il Salento provocano una grossa concentrazione di fumi, con tutta la tossicità che ne deriva, provocando un forte impatto sull’ambiente.

A ciò si aggiunga che tradizionalmente nelle nostre campagne si fa un grosso uso (e abuso) di prodotti chimici, pertanto a bruciare non è solo il legname puro, ma anche i residui dell’applicazione di erbicidi, pesticidi e fertilizzanti.

Come se non bastasse spesso accade che insieme al materiale vegetale qualche incosciente pensa di bruciare anche altro materiale di natura non organica, come plastiche, spazzatura trovata anche casualmente nel proprio fondo e addirittura vecchi pneumatici o rifiuti speciali.

Scarsi o inesistenti controlli da parte delle autorità

Vogliamo ricordare che lo smaltimento illecito di rifiuti è un reato. Purtroppo i controlli delle autorità sembra che siano limitati a verificare se i proprietari di uliveti abbiano adottato le misure imposte dalla normativa per il contrasto della xylella, mentre questi roghi sembrano essere tollerati.
In tutto ciò non si può escludere che qualcuno dia fuoco a delle discariche abusive di rifiuti, in qualche modo “coperto” dagli innumerevoli roghi di materiale vegetale provenienti dalle campagne.

Il Salento da anni versa in una grave situazione ambientale testimoniata anche dall’alto numero dei tumori, su cui la LILT sta cercando di far luce per individuare le cause specifiche.

Le pressioni ambientali sono oltre il limite, buona parte della popolazione ne è consapevole e legittimamente si batte contro i progetti di opere impattanti o ritenute tali che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione (centrali a biomasse, gasdotti, inceneritori, forno crematorio), ma a minacciare seriamente la salute e l’ambiente sono anche le cattive abitudini una grossa fetta di abitanti, che non ha coscienza del danno che provoca, anche a sé stesso e ai propri cari, compiendo determinate azioni.

Le autorità competenti devono intervenire. Non è possibile che solo i cittadini si siano accorti che qualcosa non va. E anche la politica locale e regionale dovrà anche farsi carico del problema.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili. Dopo 7 anni di avvocatura ho deciso di dedicarmi alla scrittura libera. Al momento scrivo per tagpress.it, testata locale di cui sono cofondatore e attuale caporedattore e collaboro come freelance per altre testate online.

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