Il Ministro Guidi firma l’ultimo atto di approvazione del gasdotto. Blasi a Emiliano: “Impugnazione provvedimento sia primo atto della nuova Giunta”.

Il provvedimento era ormai atteso da giorni, dopo che il decisione del Consiglio dei Ministri il 29 aprile di superare la situazione di stallo che si era venuta a creare nell’ambito della conferenza di servizi tra tutti gli enti interessati dal progetto. Il progetto aveva registrato in questa sede l’opposizione del Ministero dei beni culturali, della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e del Comune di Melendugno, mentre il Ministero dell’Ambiente ed il Governo l’avevano accolto con favore. Il Consiglio dei Ministri ha quindi deciso di superare l’opposizione della Regione e degli altri enti, grazie al famigerato decreto “Sblocca-Italia”, dando il via alla fase finale del procedimenti di approvazione, di competenza del Ministero dello Sviluppo economico, finalizzato all’emanazione dell’Autorizzazione unica.

Il Ministro Federica Guidi ha dunque firmato il provvedimento, chiudendo il procedimento. Un provvedimento atteso, tanto da TAP, tanto da enti e associazioni che aspettavano l’emanazione dell’Autorizzazione unica per poter finalmente presentare un ricorso contro l’opera, il cui approdo è previsto nella spiaggia di San Basilio, marina di San Foca.

“E’ un importante successo per TAP. TAP ringrazia il governo italiano per questo traguardo, nel quale la decisione di contribuire all’apertura del Corridoio meridionale del gas si è sposata con la più attenta verifica del rispetto di tutte le previsioni di legge in materia ambientale come in quella della sicurezza”, ha dichiarato l’ufficio stampa di TAP. “Ora si apre una nuova fase – ha aggiunto – quella che porterà all’apertura dei cantieri per la costruzione del gasdotto nel 2016, in tempo per iniziare le consegne del gas del giacimento di Shah Deniz II nel 2020. TAP manterrà il suo impegno per il dialogo con le comunità locali coinvolte e con l’intera Puglia per un’ampia informazione sull’avanzamento del progetto”.

Ma la decisione non va giù ad una grossa fetta della popolazione e a parte del mondo politico. Il Movimento 5 Stelle contesta in toto il progetto, lo considera un’opera inutile e dannosa e contesta il doppio gioco del Partito Democratico, che ha fortemente voluto questo progetto, ma i cui esponenti locali negli ultimi mesi hanno manifestato contrarietà alla localizzazione nella marina di San Foca.

Sergio Blasi, candidato PD al Consiglio regionale, si rivolge a Michele Emiliano, candidato alla Presidenza della Regione, chiedendo che l’impugnazione dell’Autorizzazione unica “sia il primo atto della nuova giunta regionale”. E aggiunge: “Ci sono 60 giorni di tempo e dunque la tempistica è favorevole. Questa è una battaglia nella quale il Governo ha assunto un atteggiamento di sordità nei confronti del territorio, dei Comuni di Melendugno e di Vernole, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia. È bene che ora ad opporsi in tutte le modalità consentite dalla legge non restino da soli i Comuni di Melendugno e Vernole”.

Blasi ritorna a proporre la riconversione della centrale elettrica Enel di Cerano, per scongiurare l’approdo a San Foca. “Accanto alla contestazione – continua l’ex Sindaco di Melpignano – chiedo a Emiliano di farsi promotore di una proposta di più razionale approdo dell’opera in Puglia. E cioè che la Regione avvii una trattativa con l’azienda e con Enel perché il gasdotto Tap possa favorire la riconversione della centrale a carbone di Cerano”.

Questa soluzione, già vagliata in passato, non è immune da criticità ambientali, soprattutto nel percorso off-shore (in mare). In secondo luogo Enel non avrebbe mai manifestato interesse al progetto.

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Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

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