Martedì 24 presentazione risultati preliminari cura sperimentale contro xylella o CoDiRO, con lo scopo di evitare estirpazione. Primi risultati incoraggianti.

La cura Scortichini non è l’unica cura sperimentale adottata per contrastare il complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO).

Tra queste va annoverata la sperimentazione con Micosat F® Olivo (brevetto della CCS-Aosta), condotta su alberi di olivo affetti da disseccamento, presumibilmente infetti dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa ceppo CoDiRo, avviata a marzo 2016 in alcuni oliveti della provincia di Lecce allo scopo quello di evitare, o comunque di contenere al massimo l’estirpazione delle piante d’olivo. Il progetto è denominato Bi.C.C. – Bio-Contrasto al CoDiro

Va premesso che questa cura è stata somministrata a piante di cui sono stati accertati i sintomi del CoDiRO, sulle quali non è stata accertata però accertata la presenza del batterio.

Sono 6 le aziende olivicole che inizialmente si sono impegnate ad applicare il protocollo predisposto dalla CCS Aosta, mettendo a disposizione uliveti per una superficie pari a circa 12 ettari, sui quali sono presenti sia le piante sottoposte a cura sperimentale, sia piante “testimone”.

Successivamente hanno aderito altre aziende, per un totale di 41 aziende agricole per un totale di circa 64 ettari di uliveti.

I territori coinvolti sono quelli di Acquarica del capo, Alezio, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Matino, Nociglia, Parabita, Presicce, Racale, Salve, Sannicola, Specchia, Spongano, Strudà (frazione di Vernole), Squinzano, Supersano, Taurisano, Taviano, Trepuzzi, Tuglie, Ugento, Vernole.

Si tratta di aziende che presentano notevoli differenze l’una con l’altra per dimensioni, composizione del suolo, fertilità, risorsa idrica, localizzazione, esposizione, pressione del patogeno, ecc…

La sperimentazione

Stando ai dati della relazione tecnica della sperimentazione, è stato applicato il prodotto Micosat F-Olivo ® al terreno, distribuito con dosi da 20 chilogrammi per ogni ettaro di uliveto in modo da consentirne il contatto diretto con le radici delle piante.

L’applicazione è avvenuta in modalità differenti in base alle caratteristiche dei terreni (pietrosità) e alle macchine aziendali disponibili.

Considerate le numerose variabili incontrate, il prodotto non è stato applicato in condizioni di uniformità. Di conseguenza anche le risposte saranno differenti.

grafico bicc“Al momento – si legge nella relazione – sono state effettuate analisi specifiche di laboratorio che confermano le evidenze percettive, fino ad adesso, positive e incoraggianti. In alcuni casi si è notata una ripresa vegetativa su branca completamente secca sia di alberi giovani che secolari, le diverse epoche di inoculo hanno evidenziato una ripresa vegetativa a circa 60 giorni, questa fase della sperimentazione deve considerarsi propedeutica e preparatoria delle attività progettuali di sperimentazione che prevede un disegno sperimentale strutturato in base alle variabili emerse, analisi mirate e continue delle piante sotto trattamento”.

Le conclusioni di questa prima fase parlano in generale di una “risposta delle piante al trattamento con Micosat F è di tipo fisiologico. Nel caso dell’Olivo contaminato da Xylella fastidiosa la risposta è apparsa di significato fisiopatologico in quanto i sintomi del disseccamento non si estendono, mentre le piante riprendono a vegetare con vigore soprattutto nelle parti distali”.

“Non abbiamo ancora visto le produzioni realizzate, essendo la prova agli inizi. E’ necessario – prosegue la relazione –continuare e rilevare in vivo un maggior numero di Oliveti, rendendo meno episodico il controllo del pH e dello spettro NIR fogliare. Inoltre è indispensabile verificare che la microflora del suolo sia effettivamente rivitalizzata dalla immissione del Consorzio microbico. Questo si potrà fare in modo obbiettivo e semplice come previsto nel Progetto BI.C.C., adottando il metodo proposto dalle ricerche dell’Accademia di Agricoltura di Torino che utilizza le sonde di fieno Litterbag esaminate dal NIR dopo 40-60 giorni di interramento”.

Incontro: “Nuovi approcci e tecnologie per la salvaguardia delle produzioni agricole. Contrasto alla Xylella con l’Agricoltura Simbiotica”

Martedì 24 gennaio, a partire dalle ore 9.30, presso il Palazzo Baronale di Nociglia si terrà un incontro pubblico dal titolo “Nuovi approcci e tecnologie per la salvaguardia delle produzioni agricole. Contrasto alla Xylella con l’Agricoltura Simbiotica”, a cura dell’associazione Salento Sostenibile e promosso dal Comune di Nociglia.

Nell’occasione sarà presentato il progetto Bi.C.C. – Bio-Contrasto al CoDiro, finanziato dalla Regione Puglia, e finalizzato al contrasto del fenomeno del disseccamento degli ulivi e che ha nel ha un suo campo prova Parco del Paduli.

L’occasione sarà utile alla scoperta di come i bioti microbici apportino cambiamenti alla qualità dei prodotti agricoli, e verranno inoltre illustrate le filiere di produzione simbiotica e i risultati di ricerca sulle qualità nutraceutiche degli alimenti micorrizati.

Commenta anche tu

commenti

Chi è l'Autore

Marcello Greco

Scrivo, viaggio, suono, racconto. Mi faccio domande, ma non voglio né risposte facili né giudizi facili.

Rispondi